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Tra mille difficoltà il mondo del calcio comincia a muovere i primi passi concreti per la ripresa

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Da Via Allegri è partito il protocollo contenente tutte le disposizioni per la ripresa in sicurezza, ora si attende la valutazione dei ministri dello Sport e della Salute, Vincenzo Spadafora e Roberto Speranza. Il presidente Francesco Ghirelli lancia l’allarme: “La serie C non può farcela senza un aiuto sostanziale”. Sulla stessa linea d’onda il presidente della LND Cosimo Sibilia: “Fare gli esami ogni quattro giorni, vediamo chi debba mettere le risorse finanziarie per pagare tutto questo”.

Il Calcio comincia muovere i primi passi per completare la stagione interrotta nel mese di febbraio, c’è da confrontarsi con il nemico invisibile. Il mondo del ‘Pallone’ sta mettendo in atto il piano per ripartire in sicurezza, prima viene la salute degli addetti ai lavori, e nella Figc su questo argomento non si discute, e così nel pomeriggio da Via Allegri è partito il protocollo contenente tutte le disposizioni per la ripresa in sicurezza degli allenamenti delle squadre di calcio, studiato dalla commissione medico scientifica della Federcalcio con l’aiuto di esperti del settore,  a valutare il piano di riavvicinamento all’attività sportiva i ministri dello Sport e della Salute, Vincenzo Spadafora e Roberto Speranza. Il documento, frutto del gruppo di lavoro presieduto dal prof. Paolo Zeppilli, sarà adesso valutato dai due ministeri. Le linee prevedono che le squadre potranno tornare al lavoro ma con rigidi criteri di sicurezza, i giocatori verranno sottoposti a controlli ogni 24 o 36 ore, azzerati i contatti esterni. Se le società di serie A e B possono adottare tali accorgimenti, non sarà lo stesso per le società di serie C , nemmeno a parlarne per quelle che militano nel calcio dilettantistico.

 

 

 

 

 

 

Sopra Gravina, a sinistra Sibilia e in basso Ghirelli

Il presidente della Lega Pro Francesco Ghirelli nella dichiarazione all’Italpress fa intendere che improponibile una ripartenza con lo stato attuale: “Leggeremo attentamente il protocollo della commissione medico-scientifica della Federcalcio, ma per noi pensare di ripartire con la situazione attuale e’ come scalare l’Everest. Il vagone della Serie  C non reggerebbe la locomotiva: speriamo che la situazione sanitaria del Paese migliori e magari che vengano riviste anche le procedure necessarie per tornare in campo grazie agli sviluppi della scienza”. Inutile girarci attorno, per la Serie C è un problema di costi: “Noi abbiamo spiegato in modo chiaro che abbiamo alcuni problemi relativi innanzitutto alla struttura medica e ai centri sportivi – ha sottolineato Ghirelli – e poi c’e’ un problema di costi per i nostri club che già sono in sofferenza per l’interruzione dell’attività. Al momento non saremmo in grado di reggere l’intera struttura del protocollo, vediamo come evolvono le cose, ci auguriamo che nelle prossime settimane la situazione sanitaria sia nettamente migliore e il protocollo possa essere rivisto, altrimenti per noi e’ veramente un problema serio”. Il Consiglio di Lega si è dato appuntamento per il 4 maggio, non si esclude un rivoluzionamento della Lega Pro, sono molte le società a dichiarare il default se non ci sarà un intervento governativo a sopportare la crisi. Crisi che non risparmia le società dilettantistiche, la maggior parte si mantengono sull’appoggio di sponsor di aziende del posto, allo stato attuale nessuno può avanzare lo scenario che si presenterà alla ripresa dell’attività, che sembra slittare nella seconda metà di agosto, per poi iniziare la stagione 2020/2021. Il presidente della LND, Cosimo Sibilia, dopo al presentazione del disegno di legge si attende molto dal Governo, l’attività di base deve avere la precedenza, e non potrebbe essere diversamente considerato che svolge l’opera sociale non trascurabile. Queste le dichiarazioni nella trasmissione Tutti Convocati: “Mi aspetto che la vicinanza del ministro dello sport ci sia al di là delle parole, mi aspetto un aiuto concreto dal Governo. Mi rendo conto che la Serie A è la locomotiva economica del calcio, ma esistiamo anche noi dilettanti, quelli del calcio di base e del sociale. Abbiamo numeri elevatissimi, e il punto vero è la necessità che, in caso di ripresa, venga garantita la sicurezza di tutti, giocatori, allenatori, dirigenti, staff. Vanno fatti esami ogni quattro giorni? Allora attendiamo le risultanze del comitato scientifico e della federazione per capire chi debba mettere le risorse finanziarie per pagare tutto questo”.

 


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