13 Giugno 2024

LA MOLISANA MAGNOLIA, INGRESSO AUSSIE NEL ROSTER: A CAMPOBASSO L’ECLETTICA LAUREN SCHERF

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Lauren Schref

Nel curriculum della giocatrice, che ha anche passaporto lettone, due Universiadi ed un titolo di Wnbl (la lega australiana)

Ala-pivot di 196 centimetri, l’ultimo innesto in rossoblù si descrive così: «Mi sento una guardia nel corpo di una lunga»

 In un colpo solo addirittura quattro primati nella giovanissima storia di Magnolia: quello di giocatrice più alta del roster rossoblù (ben 196 centimetri), di prima australiana, nonché prima lettone (ha dalla sua anche il passaporto della nazione baltica grazie alla nonna paterna) e di giocatrice col numero di divisa più alto (vestirà, infatti, il 77).

Complici i tanti problemi di infortuni nel settore delle lunghe – non ultimo quello occorso a Narvičiūtė – la società rossoblù ha deciso di tornare sul mercato assicurandosi una giocatrice in grado di disimpegnarsi sia da ala grande che da centro, che potrà dare fisicità, sostanza in attacco ed ulteriori opzioni nel gioco dei #fioridacciaio.

WELCOME LAUREN Atterrata nelle scorse ore all’aeroporto di Fiumicino dopo essere partita da Perth, nuovo petalo del profumato bouquet rossoblù è Lauren Scherf.

Giocatrice ventisettenne, nella sua carriera vanta un titolo di Wnbl (la lega femminile australiana) nel 2019 con le Canberra Capitals, nonché la nomination di rookie dell’anno nel 2015 (quando si disimpegnava con le Dandenong Rangers) e l’inserimento nel secondo quintetto di campionato nell’attuale torneo che l’ha vista tra i riferimenti delle Perth Lynx. Nel suo percorso all’interno della massima competizione della nazione down under c’è anche una stagione con le Sydney Uni Flames.

Proprio contro questa ultima squadra, lo scorso 7 gennaio, Scherf ha messo a segno il suo career high con 33 punti (di cui ventisette nei soli primi due quarti) e ben quattordici rimbalzi. Giocatrice dagli alti numeri anche a livello di assist (ne ha serviti dieci uniti a quindici rimbalzi nella recente sfida con le Adelaide Lightning), la lunga aussie vanta anche un percorso brillantissimo con la nazionale del suo paese.

Col fronte del basket canonico, ben quattro gli ori (due nelle selezioni giovanili ai campionati oceanici under 17, nel 2011 a Canberra, ed under 19 nel 2014 a Suva ed altrettanti con la rappresentativa ‘accademica’ in due edizioni successive delle Universiadi, quelle del 2017 a Taiwan e quelle del 2019, ospitate proprio in Italia a Napoli, ma con tutta la Campania come cuore dell’evento). Per lei peraltro anche tre bronzi: due con la formazione Under 19 ai Mondiali di categoria: nel 2013 in Lituania e nel 2015 in Russia (evento in cui ha incrociato, seppur non sfidandola, la nuova compagna di team e di reparto Milapie). L’ulteriore è arrivato nel 2021 in Giordania con la nazionale senior in occasione dei campionati asiatici.

Da un paio di stagioni a questa parte, peraltro, Scherf si è tuffata sull’universo del basket tre contro tre, centrando – lo scorso anno a Birmingham in Inghilterra – il bronzo nei Giochi del Commonwealth.

FIRST OVERSEA Per la lunga di Melbourne, quella italiana sarà la prima esperienza all’estero della sua rilevante storia cestistica.

«Non vedo l’ora di iniziarla – afferma nelle sue prime sensazioni da rossoblù – sono davvero felice di cimentarmi nel contesto della Techfind Serie A1 per accrescere il mio bagaglio tecnico e di esperienze. Sono entusiasta di poterlo fare con La Molisana Magnolia Campobasso e non vedo l’ora di mettermi a disposizione dello staff tecnico e delle mie nuove compagne».

POST PLAYER, BUT GUARD Descrivendo se stessa quale giocatrice, Scherf mette in mostra tutto il proprio eclettismo: «Mi sento una guardia nel corpo di una lunga – spiega – mi piace tirare, mettere in ritmo le mie compagne, ma anche ovviamente sfruttare la mia fisicità nel gioco in post basso. Insomma, provo a mettere in luce al meglio tutte le caratteristiche possibili sul parquet».

SEEING THE OPALS La voce dell’ultimo innesto rossoblù diviene ancora più cristallina quando al centro dell’attenzione si pone il riferimento della nazionale australiana, formazione di vertice nel mondo della palla a spicchi sia al femminile che al maschile, come peraltro confermato anche dai rispettivi ranking Fiba.

«Senz’altro la mia nazione esprime tanti elementi alti e fisici – spiega – ma soprattutto quando si guardano giocare le nostre rappresentative si nota l’ambizione e la voglia di aggredire il campo che viene messa sul parquet in ogni gara. Il segreto? Forse i tanti stage di selezione e qualificazione di giocatori e giocatrci che vengono fatti sin dal livello giovanile».

CALLING CAMPOBASSO FANS Della sua nuova avventura campobassana, l’aspetto dello stretto rapporto con i tifosi è un qualcosa che intriga particolarmente Scherf.

«Mi piace che ci sia seguito e che all’Arena siano presenti tanti spettatori e tante famiglia. Quando giochi, avere la gente che ti sostiene e ti carica, riesce a trasmetterti tanta energia. Sarà davvero una sensazione piacevole poter giocare per provare a renderli felici».

UNDER PRESSURE Per la lunga australiana l’esperienza italiana coinciderà con i confronti di ‘sintesi’ di un’intera stagione: dopo gli ultimi due appuntamenti di regular season, infatti, ci saranno la Final Eight di Coppa Italia ospitata proprio in Molise tra fine mese ed inizio aprile ed i successivi playoff.

«Giocare queste gare ti trasmette adrenalina – spiega Scherf – e ti riempie di belle sensazione, oltre a darti una maggiore esperienza».

TO THE COACHES AND TEAMMATES In tal senso, l’ala-pivot aussie lancia anche un messaggio di grande energia allo staff tecnico ed alle nuove compagne: «Sono certa che insieme potremo dare il massimo e riuscire ad ottenere bei risultati, regalando grandi soddisfazioni a noi stesse e a quanti ci seguono».

OLYMPIC DREAM Un’ultima riflessione Scherf la riserva al mondo del basket 3×3 da poco abbracciato. «È una gran bella esperienza, un capitolo importante del mio percorso cestistico, che mi consente di potermi giocare sino in fondo una piccola grande chance di puntare alle Olimpiadi, magari già quelle di Parigi il prossimo anno. Il 3×3 è una disciplina ancor più fisica giocata all’insegna dello stile dello streetball. Credo, però, che sia particolarmente importante anche in prospettiva della dimensione più canonica di questo sport, perché ti consente di lavorare tanto sui fondamentali e sulle caratteristiche individuali, aumentando le tue competenze e consentendoti di migliorare su diversi aspetti».

 

 

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