Campobasso, un tempo da mister Hyde, l’altro da dottor Jekyll, ma il Messina resiste e gioisce.

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MESSINA – CAMPOBASSO   2 – 0

 MESSINA (3-5-2): Lewandowski; Fazzi, Carillo, Goncalves; Morelli, Simonetti, Damian, Celic, Fofana (78’ Konate); Adorante (78’Catania), Vukusic (34’ Balde , 65’Busatto). A disposizione: Fusco, Rondinella, Sarzi Puttini, Fantoni, Mikulic, Russo, Marginean, Distefano. – Allenatore: Ezio Capuano

CAMPOBASSO (4-3-3): Raccichini; Fabriani, Menna (29’ Magri), Dalmazzi, Pace (/8’Vanzan); Candellori (57’Parigi), Bontà, Tenkorang (57’ Giunta) ; Vitali, Rossetti, Liguori (78’Emmausso). A disposizione: Zamarion, Coco, Sbardella, Vanzan, Martino, Nacci, Persia, Emmausso, De Biase – Allenatore: Mirko Cudini

Arbitro: Pascarella di Nocera Inferiore

Reti. 36’ Adorante, 45’ Goncalves

Note. Ammoniti: Bontà, Catania

 (foto: Menna a terra infortunato)

MESSINA. Un tempo da mister Hyde, l’altro da dottor  Jekyll. Il problema è che non bastano grinta e voglia del secondo tempo per scacciare errori e sbagli del primo. Le due facce del Campobasso non sono sufficienti a raddrizzare il risultato con il Messina: solido, battagliero e cinico. Il team siciliano, concreto nella prima frazione, più attento nella ripresa, fino a alzare il muro davanti alla propria porta, poi ci ha pensato Lewandowski a parare quello che c’era da parare. La giornata, oltre a confermare il potenziale del Campobasso quando alza il ritmo, rimarca ancora una volta la difficoltà nella gestione della palla nella zona mediana del campo. Il Messina, del vulcanico Eziolino Capuano, ha concretizzato al massimo le occasioni avute, la prima con la complicità del portiere rossoblu Raccichini, il tiro di Adorante non era impossibile. Sul secondo gol la difesa è stata troppo morbida nell’allontanare la palla e Goncalves ha tentato il tiro di potenza e gli è andata bene. Poi il Messina non ha fatto più nulla se non difendere il doppio vantaggio e accennare a qualche ripartenza. Sul doppio svantaggio, il tecnico campobassano Cudini inserisce forze fresche, e ce ne bisogno su un terreno di gioco taglia gambe, a farne le spese il rossoblu Menna e il messinese Vukusic che hanno alzato bandiera bianca già nella prima parte della partita. L’iniezione di forze fresche fa bene al Campobasso, che dalle prime battute della seconda parte della gara prende in mano il pallino del gioco e mette alla frusta il Messina, che arretra fino a rintanarsi nella propria area di rigore. Il Campobasso poteva, e sottolineiamo poteva, perché le occasioni da gol sono nette, ma la precipitazione nel concludere e anche una buona dose di sfortuna, ha fatto si che la squadra rossoblu non è riuscita a rientrare in partita, perché bastava un gol per abbattere la resistenza della squadra messinese, e chissà come sarebbe andata a finire. Con i se e con i ma non si fa la storia, il Campobasso deve digerire questa sconfitta e guardare già alla prossima gara, cercando di recuperare le forze, perché questo campionato è molto dispendioso, e su certi campi c’è bisogno di forze nelle gambe


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