BASKET. LA MOLISANA MAGNOLIA, ROBERTA DI GREGORIO E IL TRIBUTO AL PROGETTO MAGNOLIA

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Capitana nei tre tornei di A2, l’esterna tarantina ricorda come «l’attuale A1 sia il frutto di un percorso portato avanti con oculatezza»

Il tributo al pubblico rossoblù: «L’attuale basket a porte chiuse non contribuisce a dare smalto al movimento»

Due colori, il rosso e il blu, impressi a fuoco nel cuore e nell’animo di chi di questo gruppo è stato riferimento come capitano nelle tre stagioni di A2 che hanno preceduto l’attuale torneo di Techfind Serie A1, campionato che ha consegnato ai #fioridacciaio la conferma del palcoscenico della massima serie anche per il 2021/22.

Tra l’esterna tarantina Roberta Di Gregorio e La Molisana Magnolia Campobasso l’associazione è diretta, meglio ancora immediata, perché la giocatrice pugliese ha (e non solo nell’ambiente della palla a spicchi in rosa) sempre connotato con forza il suo sentimento di simbiosi col club rossoblù.

GIOIOSO AMARCORD «Senz’altro – argomenta – sono state tre annate intense, compresa l’ultima interrotta anzitempo a causa della pandemia. Nel primo torneo abbiamo centrato i playoff  chiudendo none, nel secondo la Final Eight di Coppa Italia, il secondo posto in regular season e le semifinali playoff e nel terzo torneo avevamo tutte le possibilità di dire sino in fondo la nostra sia in campionato che in coppa. Ecco, se porto dentro un piccolo rammarico è quello di non aver potuto festeggiare sul campo con i riti tradizionali (taglio della retina in primis) la possibilità di centrare simili traguardi. Ma ogni fotogramma è nel mio cuore e rappresenta anche l’orgoglio di appartenenza ad un gruppo e ad un progetto. Senz’altro l’A1 ha fatto onore al lavoro della società, categoria che il club ha voluto raggiungere tramite un progetto con passi oculati».

SENZA TIFO Per una giocatrice come la guardia jonica che ha vissuto i fasti di un PalaVazzieri sempre sold-out, oltre che l’entusiasmo di piazze da sempre affamate di pallacanestro in rosa, senz’altro l’attuale basket a ‘porte chiuse’ ha rappresentato una scena perlomeno ‘singolare’.

«Giocare senza il conforto del pubblico – rammenta – è un aspetto triste sia per le giocatrici che per l’intero movimento, che fa della passione un proprio punto di forza. Per un’atleta che ha vissuto sulla sua pelle il sostegno dei sostenitori ritrovarsi, di fatto, nel silenzio rappresenta una sensazione stranissima, quasi paradossale. E, in effetti, il calore dei supporter rappresenta anche una chiave di volta non da poco in tutte quelle gare all’insegna dell’equilibrio perché ha un’influenza notevole sulle formazioni ospiti. A Campobasso ho avuto modo di vederlo in tutte le nostre esibizioni casalinghe, ma anche in tante esibizioni esterne, ultima delle quali quella di Ariano Irpino. Sentire la gente al tuo fianco ti dà carica e ti responsabilizza ulteriormente».

VACCINI DETERMINANTI In tal senso, per Di Gregorio, diventa fondamentale l’aspetto delle vaccinazioni in prospettiva futura.

«I vaccini – afferma – rappresentano l’inizio dell’uscita dal tunnel di questa pandemia ed in generale dovranno rappresentare la base per ripartire, correggere e costruire qualcosa di importante non solo nella pallacanestro in rosa, ma nell’universo cestistico più in generale».

PASSIONE FORTE Una disciplina, quella della palla a spicchi, che ora per Di Gregorio – ancor più che in passato – è ‘passione e divertimento, dettagli che sono alla base del vivere il basket professionalmente. Ora devo portare avanti delle scelte che vanno al di là di questi aspetti nella mia vita, dove, però, passione e divertimento, soprattutto nel novero del mio percorso sportivo, sono stati principi ispiratori ineludibili».

 


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