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SPADAFORA: “ACCORDO SUL PROTOCOLLO FIGC O CHIUDIAMO IL CAMPIONATO”

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Gabriele Gravina : “La mia presa di posizione è chiara, non firmerò mai a livello individuale il blocco dei nostri campionati, non posso farlo, significherebbe uccidere il calcio italiano. Un presidente responsabile della Figc deve tutelare gli interessi del sistema, di tutti, mi rifiuterò sempre di mettere una firma sulla chiusura dei campionati, salvo che ci siano condizioni oggettive, reali, in relazione alla tutela della salute dei tesserati e degli addetti ai lavori”.

Carlo Tavecchio: ““La situazione del campionato è legata a tanti problemi, io credo che la federazione difficilmente firmerà la sospensione dei campionati se non lo chiede il governo. Difficilmente ci sarà la sospensione delle coppe. Dal punto di vista della situazione economica siamo fuori da ogni logica. Sportivamente  non credo che si possano inventare graduatorie, è una scelta molto difficile. Servirebbe chiarezza da parte del governo, bisogna farlo subito”.

Si intensificano gli incontri ‘verbali’ a distanza tra il ministro dello Sport e gli esponenti della Figc. Da una parte Spadafora e dall’altra Gravina. Il tempo scorre e le parti si guardano bene dal decretare la fine della contesa con il triplice fischio finale. Neanche la cancellazione del campionato da parte del Governo francese, che assegna lo scudetto al Psg, ha ammorbidito i toni, ognuno rimane con i propri concetti. La partita a scacchi continua e non si ha l’idea per quanto tempo possa continuare. Il ministro dello sport Spadafora rimarca il suo concetto: “Se ci sarà sintesi forse ripartirà anche il campionato”. Il presidente Gabriele Gravina rilancia con la lettera inviata alle associazioni sportive della DCPS dopo la conclusione ufficiale dell’attività calcistica su tutto il territorio nazionale:Abbiate cura di voi e dei vostri cari, allenatevi a casa, mantenetevi ‘connessi’, continuate a fare squadra e giocate questa partita che inaspettatamente ci ha messo in rosa senza esserci prima allenati, con la convinzione di vincere. Il calcio è stato un veicolo che mi ha permesso di scoprire la bellezza di chi, come tutti voi in ruoli diversi, ha la capacità di rendere forte il punto debole”. Il presidente federale ha voluto inviare un messaggio di speranza e incoraggiamento a tutti i tesserati a mantenere vivo lo spirito che ha visto nascere e progredire la neonata Divisione federale, con l’augurio di poter riaccendere il motore e ripartire con maggiore forza: “Mai come adesso è fondamentale comportarsi come una squadra di calcio pensando solo all’obiettivo comune, con la consapevolezza che a volte anche fermarsi è un atto di forza per poi ripartire tutti insieme accomunati dalla stessa identica passione per il calcio”. Ma la partita più grande si gioca per dare il via agli allenamenti e ripartire con il campionato di serie A. Il Ministro dello sport, fa capire che se si troverà una sintesi di accordo, potranno ripartire gli allenamenti e forse anche il campionato. Quel ‘Forse’ e quel piano B che non convince il massimo esponente della Figc: “Questa storia del piano B è diventata quasi una sorta di mantra, come se fosse la soluzione di tutti i mali. Solo pessimi dirigenti non hanno piani alternativi, mi pare evidente. Ma se questo piano B deve fare rima con le due parole “è finita”, io allora non ci sto, è una soluzione che abbiamo tutti ma io non posso immaginarlo. Il mio senso di responsabilità mi deve portare ad avere un piano B, C e D… Abbiamo diversi piani qualora si dovesse sospendere il campionato, sottolineo sospendere che è diverso da annullare. La mia presa di posizione è chiara, non firmerò mai a livello individuale il blocco dei nostri campionati, non posso farlo, significherebbe uccidere il calcio italiano. Un presidente responsabile della Figc deve tutelare gli interessi del sistema, di tutti, mi rifiuterò sempre di mettere una firma sulla chiusura dei campionati, salvo che ci siano condizioni oggettive, reali, in relazione alla tutela della salute dei tesserati e degli addetti ai lavori. Ma qualcuno me lo deve dire in modo chiaro e mi deve impedire di andare avanti. Il tempo lavora a nostro favore. Il danno economico in caso di stop. Lo abbiamo quantificato diviso per categorie. Con la chiusura totale perderemmo 700/800 milioni di euro, se si dovesse riprendere a porte chiuse oltre 300 milioni di euro, se ripartissimo a porte aperte 100/150 milioni, anche se quest’ultima ipotesi non è ormai percorribile”.

Ai microfoni di Radio Bianconera, è intervenuto l’ex presidente della FIGC Carlo Tavecchio : “In questo momento bisogna chiarire la questione dei campionati. La UEFA ha chiesto di terminarli, avete visto cosa hanno fatto Francia e Olanda, la Germania vuole riprendere. In Italia come al solito non si capisce, si vogliono riprendere gli allenamenti ma non c’è certezza sul campionato. Sicuramente la situazione è grave. Gravina? Deve difendere assolutamente la regolarità del campionato, le strutture legate soprattutto a scenari che se non venissero portati a termine complicherebbero la situazione drammatica della Nazione e del calcio. Ci saranno problemi grossissimi per la Serie C e il calcio dilettantistico. In questo momento nei campionati minori ci sono circa 11mila associazioni calcistiche dilettantistiche che dipendono dal privato, da aziende e soggetti che investono con sponsorizzazioni e tante iniziative sul territorio, i Comuni sono quasi assenti. Sono anni che nessuno si occupa di queste realtà. Bisogna dire che il campionato o si ferma o parte, inutile stare a cincischiare. Il protocollo rasenta l’impossibilità esecutiva, come fanno società anche di Serie A a rispettarlo integralmente?”.

Sul piano B: “La situazione del campionato è legata a tanti problemi, io credo che la federazione difficilmente firmerà la sospensione dei campionati se non lo chiede il governo. Difficilmente ci sarà la sospensione delle coppe. Dal punto di vista della situazione economica siamo fuori da ogni logica. Sportivamente  non credo che si possano inventare graduatorie, è una scelta molto difficile. Servirebbe chiarezza da parte del governo, bisogna farlo subito”.

 


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