PSICOLOGIA- Il corpo è il teatro della nostra vita interiore e del nostro inconscio

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“Le emozioni inespresse non moriranno mai. Sono sepolte vive e usciranno più avanti in un modo peggiore.”                                                                                                      Sigmund Freud   

Fin dai mesi della gestazione e fino al momento in cui il bambino comincia a parlare, ogni esperienza viene vissuta come fisica, ogni attimo è tradotto in un codice somatico che resta nella memoria dei tessuti e anche delle cellule.

Cosa vuol dire ciò?

Vuol dire che il nostro corpo possiede una memoria implicita, quell’inconscio implicito che può tornare a farsi sentire anche d’improvviso.

Viviamo in un’epoca nella quale la fisicità è costantemente esibita, pertanto, non dovrebbe costituire un problema, però la vita corporea non è affatto riconosciuta e l’idea che il corpo abbia una sua intelligenza, una sua memoria e una sua coscienza è tutt’altro che acquisita.

Il corpo viene sempre più visto come oggetto da mostrare, da rifare e i suoi sintomi da reprimere con farmaci che lo zittiscano il più in fretta possibile.

Il corpo non è concepito come parte integrante del nostro essere, e come tale ignoriamo i segnali che ci invia.

Quante volte ci fermiamo e prestiamo ascolto ai vari sintomi…?

Ebbene, la chiave del nostro ben-essere sta nel sentire il corpo.

Ma il sentire fa paura. Fa paura fare l’esperienza, sperimentare ciò che il corpo ha da dire.

Per quale motivo ci ostiniamo, perché temiamo il dolore e temiamo di perdere il controllo. Tutti vorremmo non sentire il dolore, temiamo di soffrire; questo è uno dei meccanismi più potenti che adottiamo anche nel far sì di rimanere in situazioni non realmente buone per noi, ma che ci assicurano una apparente protezione dal dolore.

Temiamo l’esperienza del dolore, ma così facendo si finisce con l’alimentare il problema e non permetterci di modificare davvero la situazione.

Ascoltiamo il corpo, lavoriamo con le emozioni e scopriremo che ogni emozione può essere sentita, che nessuna di essa è negativa, poiché queste sono qualità che la nostra mente attribuisce alle emozioni in un secondo momento.

All’origine ogni emozione è una forza, una energia; essa si comporta come un’onda: ha una salita, un picco e una discesa, e poi, se lasciata fluire, la cosa straordinaria è che poi passa. Le abbiamo permesso di fare il suo naturale corso fisiologico.

E’d’uopo fare una differenza: sentire il corpo e l’emozione è ben altra cosa dal caderci dentro. Non ha nulla a che fare con il farsi travolgere da un’emozione e perdere il controllo, ciò è altrettanto dannoso come reprimerle.

Sentire vuol dire fare l’esperienza nel “qui e ora”, potendo restare presenti con il proprio essere, non reagendo con difese, ansia, resistenza, sintomi fisici e con agiti comportamentali, ma restare lì, contemporaneamente dentro e di fronte a ciò che dal corpo si dipana alla coscienza.

In conclusione, il corpo è un nostro alleato, lo strumento attraverso cui l’inconscio comunica con noi.

 

Dott.ssa Ida De Angelis

Psico-pedagoga e Counselor

Tel 347 500 0001


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