Psicologia. I due volti del Natale

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I due volti del Natale: gioioso e malinconico

Natale, il periodo più magico dell’anno…

L’atmosfera calda, luminosa, coinvolgente, fatta di profumi, ricordi, sensazioni ed emozioni.

Ma tutti vivono, sentono e provano calde e dolci emozioni?

Senza dubbio è la ricorrenza più amata, ma anche la più temuta in assoluto.

Molti attendono il Natale come momento, tanto atteso, per distaccarsi dagli impegni della quotidianità; molti, invece, lo detestano perché riapre vecchie ferite mai rimarginate e riattiva un profondo senso di solitudine; molti altri ancora vivono svariate situazioni ed emozioni del presente per salute, lavoro e altro.

La fotografia reale è l’immagine di un tessuto sociale connotato da sfaccettature diverse dove ognuno porta con sé il proprio vissuto emotivo.

Fa da cornice a tutto ciò, anche il momento storico, fatto di divieti e restrizioni, creando ulteriore disagio, ansia e preoccupazioni.

Come rispondere, quando gli scenari emotivi sono diversi?

L’invito è quello di stare nel “qui ed ora” evitando le trappole dolorose del passato, ma anche quella di proiettarsi verso un futuro, perché se cosi fosse non farebbe che produrre ansia privandoci la possibilità di vivere il presente.

Non esistono soluzioni immediate per cambiare la realtà, ma possiamo alleggerire il bagaglio accogliendo il presente così com’è.

“Accogliere” vuol dire lasciar fluire le emozioni del momento per lasciare andare il carico emotivo che spesso viene ignorato, ma che intanto prosciuga le nostre energie, minando il nostro equilibrio psicofisico e la nostra salute.

Cosa fare?

Semplicemente prestare attenzione a ciò che proviamo, accogliendo le emozioni e fare quello che ci fa stare bene.

Siano le nostre emozioni positive come la felicità o la gioia, o negative come la tristezza, la rabbia o la delusione, vanno vissute sempre.

Se sei triste, arrabbiato, deluso o altro, non sentirti sbagliato, hai solo bisogno di esternare e riconoscere quel sentire che pulsa dentro di te, che attende solo di essere visto e riconosciuto per fluire libero così da permetterti di vivere in piena autenticità.

Non avrai cambiato la situazione, ma di certo ti sei preso cura di te.

Ricorda, quando ri-torni ad essere la tua priorità, magicamente le cose cambiano.

 

Dott.ssa Ida De Angelis PSICOPEDAGOGA 347-5000001

 


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