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Nonostante la crisi economica, l’attesa riforma dei campionati dovrebbe slittare di un anno

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Tutti attendono l’atteso Consiglio Federale dell’8 giugno, dove si deciderà il futuro di tante società: professioniste e dilettanti. Le prime, quasi tutte di Lega Pro, contestano la retrocessione a tavolino e quelle dilettanti non vogliono sentire ragione di non fare il salto nei professionisti. Dopo l’atteso incontro con il Governo di stabilire la data della ripresa della serie A, andato a buon fine, il mondo del calcio continua a essere in fermento, tutti scontenti, alla base c’è la crisi economica che non risparmia nessuno, tante le società sull’orlo del fallimento per mancanza di liquidità, per non parlare della grande bolla che che ‘naviga’ tra le società di A e B. Un ridimensionamento dei costi, farebbe bene a tutti, dalla A fino alla Lega Pro. Ma la mancanza di liquidità non risparmierà le società che militano nella serie D, anche loro sono con il fiatone, anche se da anni hanno tagliato le spese. Nonostante il ridimensionamento economico, il presidente Sibilia continua parlare della scomparsa di squadre che in percentuale si attesta sul 30%. Un calo impressionante, solo il contributo da parte del Governo, annunciato ieri dal Ministro Spadafora, può contenere la scomparsa di tante società ASD e SSD. In attesa dell’8 giugno, già cominciano a girare le voci che la tanta attesa riforma dei campionati slitta di un anno, si farà, ma partirà dalla stagione sportiva 2021/2022. Ora non ci sono le condizioni, avrebbe espresso il Presidente Federale,  l’attenzione è rivolta alla ripresa dell’attività delle categorie professionistiche: serie A e B, nella serie C si prevedono solo playoff e playout, la data indicativa per quest’ultima è del 28 giugno, per le squadre partecipanti ci sarà un contributo per l’applicazione delle linee guide contro il Coronavirus. Ma alcune nubi che ombreggiano sulle Società di Serie C devono ancora essere sgombrate, perché alcuni presidenti impegnati sia nei playoff che nei playout hanno confermato di non scendere in campo e rafforzato l’idea espressa nel precedente consiglio di Lega: quattro promozioni e nessuna retrocessione. Una matassa difficile da sbrogliare, che avrà la sua esplicitazione nel prossimo Consiglio Federale, fino a quella data le parti cercheranno di smussare gli angoli che sono rimasti. Sibilia della LND, tira dritto sulla sua strada e l’ha fatto capire, rimarcando più volte la linea da adottare: “Abbiamo diritto a nove promozioni, uno per ogni girone”. Il Presidente della LND,  alle prese anche lui con i presidenti che non vogliono scendere in Eccellenza e paventate l’ipotesi di presentare ricorsi contro le decisioni della Lnd, sempre se saranno confermate dal Consiglio Federale, ha fatto intendere che la LND non si offenderà se qualcuno ricorre alla Giustizia sportiva del Coni e a quella ordinaria del Tar prima e al Consiglio di Stato dopo, il tutto con i tempi abbreviati in 45 giorni. C’è ampio margine di tempo, considerato che il calcio dilettantistico, come da previsioni, prima della fine di settembre non avrà inizio.


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