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L’ex presidente della Figc, Carlo Tavecchio: “Il protocollo per il calcio di base è irrealizzabile”

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“Bisogna realizzare al più presto la riforma dei campionati, possibilmente entro ottobre e poi ripartire con la nuova stagione, solo in questo modo si possono superare le difficoltà, nessuno sarà esente, più si scende di categoria e più aumenteranno le difficoltà” 

A sinistra: Tavecchio,  DiCristinzi e Arcasenza Adestra: Tavecchio, Matarrese, Abete e Di Cristinzi

L’ex presidente della LND e della Figc, Carlo Tavecchio, nell’intervista in esclusiva al Corrieresport.it, commenta così il momento delicato che attraversa il calcio italiano: “Guardi sono qui al campo nostro di una società mia e di altri amici che ha una squadra che gioca in Eccellenza e dieci squadre nel Settore Giovanile, ho letto il protocollo per gli allenamenti dei ragazzi del Settore Giovanile, nella società dilettantistica noi non possiamo realizzarlo, chi può ottemperare a questo protocollo, è impossibile, mi diranno che è stato fatto a marzo, ad aprile, non lo so, per le società dilettantistiche è irrealizzabile, se va a leggere tutte le prescrizioni e inattuabile, parliamo del calcio di base. Il calcio professionistico ha bisogno che non succeda niente – continua Tavecchio -,  possibilmente che riescano a finire il campionato, perché se non finiscono il campionato sono dolori e guai per tutti, perché se una squadra ha qualche problema devono fermarsi per 14 giorni e diventa un problema, s’immagini cosa possono fare nella serie B e nella serie C, se è difficile per la serie A; io credo che le società di serie B faranno una fatica enorme, invece quelle di serie C non finiranno i campionati”.

Dalla sua lunga esperienza è attuabile la riforma dei campionati dalla prossima stagione?

“E’ la cosa più importante del sistema, ci sono tutte le necessità, i mezzi e la forma giuridica per farlo, il Ministro, il Coni e la Federazione possono portare le squadre professionistiche a 50 o al massimo a 60, ridurre i costi, fare un programma sostenibile per una necessità straordinaria e realizzarla prima di Ottobre. Il sistema calcio italiano per essere sostenibile, ha bisogna di avere un Campionato di serie A 20, di serie B a 20, di serie C a 20 o due gironi da 20, e poi tutto il resto Dilettanti, a meno che non vogliono fare una B1e una B2, allora è tutto un altro discorso, però bisogna avere più calcio dilettante, si riducono le spese e si distribuiscono meglio le risorse che arrivano dai diritti televisivi”.

Mi può esprimere un pensiero sulla LND?

“Il mondo dilettantistico sta per essere sottoposto ad una prova incredibile, voglio vedere il protocollo che uscirà, se non si tiene conto delle reali necessità del calcio dilettantistico di base ci saranno grossi problemi per le iscrizioni ai campionati, e questo sarebbe un guaio per il paese, sotto l’aspetto economico, sociale e del tempo libero dei giovani”.

 


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