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La riforma dei campionati accontenta tutti, il Campobasso in due anni potrebbe ritrovare la serie B

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Questa mattina vi abbiamo riferito cosa ha detto ieri sera in diretta a Sport Oro il presidente della Lnd, Cosimo Sibilia, per il rilievo delle affermazioni, la maggior parte dei mass midia hanno raccolto le dichiarazioni. In questo periodo si parla tantissimo della riforma che attende il calcio italiano. C’è da riferire che lo stesso Sibilia, ha sgombrato subito l’ombra di una C2 di altri tempi, paragonandolo al  semiprofessionismo del passato. Per fare chiarezza vi proponiamo lo specchio della riforma, che da più parte arrivano rassicurazioni in merito, anche tante società che militano in Lega Pro cominciano a comprendere l’importanza della riforma. E’ l’obiettivo della stagione 2020-2021. In primis la Lega A, anche se non è direttamente interessata, benedice la riforma. Inutile parlare del forcing che sta attuando Sibilia, affiancato da Balata della Lega B, e Gravina non può andare controcorrente, se Sibilia afferma che la riforma dei campionati è stata inserita nel programma nel momento della sua elezione a Presidente Federale. Fatto le dovute riflessioni, per portare in porto la riforma c’è  da superare l’ostacolo Ghirelli della Lega Pro, che dopo il rifiuto della delibera delle Società di Serie C dal Consiglio Federale sta perdendo i pezzi per strada. Qualcuno avanza anche l’idea di commissariamento e la messa in liquidazione della Lega Pro, che non ha più la possibilità economica per sostenersi. La decisione che prenderà il Consiglio Direttivo in corso dovrà essere ‘ratificato’ dalle società, in sostanza è tutto in evoluzione. Ma ora Passiamo alle riforme. Come abbiamo detto in precedenza, alla Lega di serie A non cambierebbe nulla, Balata della Lega B, farebbe il colpo con due gironi a due gironi a 20 squadre. Promossa in A la prima di ogni singolo girone e la terza uscirebbe dal play off tra i due gironi, 6 le retrocessioni, tre peri girone. C’è l’accordo anche sulla spartizione dei diritti televisivi. La quota che oggi va alla C andrebbe alla serie B. Oggi la Lega di Balata prende il 6% dai diritti tv della serie A, con la riforma andrebbe a prendere il 10%, ai club che sono già in B spetterebbe il 6%, ai club che arrivassero in B attraverso la riforma (promosse escluse) andrebbero il 4% dei diritti tv della serie A. Con l’aumento delle società, si innalzerebbe anche la percentuale per il voto in Federazione per la Lega di A, la Lega di B e la LND.

A avere dei vantaggi in questa riforma la LND del presidente Cosimo Sibilia, che andrebbe a prendersi due categorie: la terza serie e la serie D. La Terza serie dovrebbe essere composta da 60 società, con 3 gironi da 20, con 40 squadre che oggi sono in Lega Pro (da trasformare in società non a scopo di lucro) e che resterebbero fuori dalle 20 promosse in B, più le 9 già promosse dalla D e altre 11 che arriverebbero sempre dalla Serie D e scelte, giustamente, per merito sportivo. Compattezza e merito sportivo alla base della riforma. Inutile rimarcare che le società della Terza serie dovranno avere gli impianti adatti, almeno 1.500 posti, settore ospiti da 500 posti con seggiolini e impianti di illuminazione a norma. La prima di ogni girone andrebbe in B più la vincitrice del play off di ogni singolo girone, 6 promosse dalla terza serie alla B, 9 retrocessioni in quarta serie, le ultime 3 di ogni girone. La serie D resterebbe a 9 gironi (da 18) ed ecco che le 4 retrocesse salverebbero la quarta serie. Una riforma a vantaggio di tutti,  alle tasche delle Leghe e dei club, no0n ci sarebbero i ricorsi e  60 società professionistiche. E’ la svolta che tutti attendevano da 10 anni, ora nessuno se la lascerà sfuggire, chi vuole fare calcio in modo serio, ci sono tutti i presupposti per farlo.

 


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