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Isernia Fc, Laurelli: “Mi manca l’adrenalina della domenica”.

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Il difensore biancoceleste sull’ipotesi di una ripartenza a settembre: «Credo sia la decisione più giusta»

ISERNIA. Un mese e mezzo lontano dai campi di calcio. Ne soffre soprattutto chi ha fatto dello sport più bello del mondo una passione e un momento di aggregazione. Se la prospettiva di un ritorno in campo potrebbe concretizzarsi già dal mese prossimo per i professionisti, con il rispetto di un rigido protocollo sanitario a scopo precauzionale, tra i dilettanti la ripresa dell’attività agonistica nel breve termine appare ancora un miraggio. 

Il pallone manca tanto a chi gioca per diletto: «Cosa c’è di peggio per un calciatore che restare rinchiuso tra quattro mura senza un pallone tra i piedi? Del calcio giocato mi manca tutto, specie l’adrenalina della domenica, quella è qualcosa di inspiegabile». Esordisce così Antonio Laurelli, centrale difensivo dell’Isernia, quando gli chiediamo di commentare questo lungo stop forzato causato dall’attuale emergenza sanitaria.

Come stai vivendo questo periodo così particolare?

«Purtroppo siamo costretti a stare in casa per fronteggiare questo nemico invisibile. Nonostante le difficoltà continuo ad allenarmi perché prima o poi tutto finirà e bisognerà farsi trovare pronti».

Stai mantenendo i contatti con il mister e i compagni di squadra?

«Certo, mi confronto spesso con gli altri ragazzi per parlare di questa situazione e per organizzare piccoli allenamenti quotidiani da fare tra le mura domestiche così da mantenere per quanto possibile una buona forma fisica in attesa della fine della quarantena».

Cosa pensi di un eventuale ritorno in campo dopo l’estate per chiudere l’attuale stagione, come prospettato dal Presidente Figc Di Cristinzi?

«Pur essendo una decisione difficile da prendere penso che sia la più giusta viste le circostanze e considerando che ancora non ci sono le condizioni per riprendere gli allenamenti e le partite. Sono convinto che il Presidente Di Cristinzi saprà gestire la situazione nel migliore dei modi».

Parliamo dell’Isernia: squadra giovane dal rendimento altalenante, ma comunque in linea con gli obiettivi.

«Quest’anno fin dall’inizio sapevamo che l’obiettivo primario era raggiungere la salvezza e la squadra nonostante le critiche e le mille difficoltà si è impegnata per farlo. Sì, è vero, l’Isernia è una squadra molto giovane e con giocatori che hanno meno esperienza delle altre, ma penso che alla fine tutti si sono fatti trovare pronti quando sono stati chiamati in causa dimostrando di essere all’altezza come dimostrano i risultati».

Siete riusciti a battere per ben due volte un avversario ostico come le Acli Cb e Campodipietra.

«Considerando la qualità della rosa, sapevamo che sarebbe stata una delle partite più difficili, ma durante la settimana con il mister e gli altri compagni ci siamo confrontati per cercare di capire come poterla affrontare al meglio ed è andata come l’avevamo preparata. Questa è la dimostrazione che questa squadra può dare molto di più e che può continuare a migliorare ancora».

Parliamo di te. Stagione positiva, hai giocato sempre titolare e segnato un paio di gol.

«Quest’anno rispetto agli altri è stato diverso, ero il più “anziano” della squadra e sentivo di più la responsabilità. Se la mia stagione è stata positiva, è merito anche dei compagni e soprattutto del mister che nonostante tutto ha sempre cercato di tirare il meglio da ognuno di noi e lo ha fatto alla grande».

Per la terza volta hai deciso di indossare la maglia biancoceleste. Cosa ti lega a questi colori?

«Giocare per l’Isernia non è come giocare in altre squadre. È una piazza dal passato importante, si sente di più il peso della maglia e questo stimola i calciatori a dare sempre il massimo. Ho aderito senza esitazioni al progetto di costruire una squadra formata da ragazzi di Isernia e dintorni. Spero che abbia un proseguo dimostrando che nel nostro territorio ci sono tanti giocatori validi per la categoria». Giu.Cri.

 

 


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