Il Falco Ferri dall’India si lancia in un pronostico: “L’Isernia vincerà il campionato”.

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Il famoso invasore di campo racconta la sua avventura asiatica nello United Sports di Kalyani, vicino Calcutta, e analizza anche il massimo campionato regionale molisano.

 CALCUTTA. Ha deciso di fare della sua vita un susseguirsi di avventure spericolate. Noto alle cronache per le sue invasioni di campo, da cui deriva il soprannome ‘Il Falco’, Mario Ferri sta calcando i campi di calcio anche in veste di calciatore dilettante, senza però accontentarsi di indossare la maglia di una qualunque squadra di provincia, ma puntando mete esotiche perché il suo obiettivo è quello di giocare in tutti i continenti. Così dopo il Concordia Basilea (serie B svizzera), il Tre Fiori San Marino, il Victoria City alle Seychelles, l’Al-Faisaly Sc in Giordania è approdato allo United Sports di Kalyani, vicino Calcutta, dove sta coniugando l’esperienza calcistica con quella umana. Non solo giocare nella squadra locale, ma aiutare i più poveri facendo donazioni. Ne parla anche il noto quotidiano sportivo ‘La Gazzetta dello Sport’. Noi invece gli abbiamo chiesto non solo di raccontarci la sua avventura asiatica, ma anche di fare un’analisi del massimo campionato regionale molisano che lui conosce bene avendo militato in alcune squadre, tra cui il Venafro.

Ferri, perché la scelta di giocare in questi paesi dove il calcio riveste comunque un ruolo marginale e non accontentarsi della squadra di provincia o del campetto di periferia come fanno tutti gli altri calciatori dilettanti?

«Bella domanda. Semplicemente perché voglio essere diverso nella mia vita. Come ho scelto di essere diverso nella mia quotidianità, voglio essere diverso anche come giocatore. In questi paesi c’è un modo di concepire il calcio differente. Non è solo un’esperienza calcistica, ma di vita. Trovo più entusiasmante vincere una coppa in India, Giordania o Sudamerica che vincere una coppa a Montesilvano. Molti ragazzi mi chiamano per fare la mia stessa esperienza, solo che non hanno la possibilità perché non hanno contatti».

Infatti, molti si chiedono come fa ad avere queste conoscenze a livello internazionale per riuscire a farsi ingaggiare ogni volta dalla squadra locale.

«Dietro c’è un mondo da svelare. Sono arrivato a 34 anni, ho giocato in cinque paesi diversi e mi preparo a giocare in altrettanti paesi. Ormai le conoscenze tra procuratori e allenatori non mi mancano. La prima volta, avevo 18 anni, sono andato a giocare in Svizzera nel Concordia Basilea semplicemente inviando una mail. Ho fatto un provino, mi hanno tesserato e sono rimasto con loro per sei mesi. Bellissima esperienza a parte il freddo. Stessa cosa è successa alle Seychelles perché tramite i mass media si è sparsa la voce e ho fatto tante conoscenze. Grazie ai social riesci facilmente a metterti in contatto con i vari dirigenti e procuratori esteri».

Cosa le sta dando questa esperienza in India?

«E’ un’esperienza che mi ha arricchito il cuore e reso una persona migliore perché il popolo indiano è umile, sicuramente arretrato, ma speciale. Quando cammino per le strade di Calcutta, mi sembra di stare mille anni indietro. Ci sono persone che cucinano per strada, vendono animali, praticamente un bazar orientale. Mi fa riflettere sul fatto che loro si sanno accontentare di poco ed essere felici al contrario di noi occidentali. Dal punto di vista calcistico ho giocato dinanzi a diecimila persone assiepate a bordo campo quando al massimo ho vinto un campionato con cinquecento persone a Capriati o a Venafro».

So che segue il calcio molisano, avendo militato in alcune squadre, quindi secondo lei chi vincerà il massimo campionato regionale?

«Lo seguo e mi sento di farne parte. Non nascondo che faccio il tifo per Venafro e Castel Di Sangro, piazza in cui ho tantissimi amici. Ma il campionato per me lo vincerà il mio amico Nicola Panico, perché ritengo che l’Isernia sia la squadra più preparata».

So che lo stima molto. Nell’ultima gara di Coppa Italia ha messo a segno il suo 450esimo gol in carriera.

«Panico a livello regionale è un giocatore immenso. Uno che fa 40 gol all’anno non può che essere un grande bomber che stimo anche come persona».

La vedremo invadere qualche campo in Qatar?

«E’ come chiedere a Lupin se ha intenzione di mettere a segno una rapina. Lupin non rivelava mai i suoi piani. Quel capitolo per me è chiuso, erano avventure di un ragazzino ora sono un uomo e anche un imprenditore, ma mai sottovalutare il mio spirito libero che non ha età. Perciò chi vivrà vedrà!»                         Giu.Cri.

 

 


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