29 Gennaio 2023

Il calcio e i suoi cambiamenti stanno influenzando il tifoso e farlo diventare sempre più digitale.

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Le nuove strategie dei club per far quadrare i bilanci, la formula più semplice è essere presente sempre di più sui vari social. 

 “La Stanford Properties Group, società immobiliare canadese fondata dal socio rossoblù di origini molisane, Angelo Pasto’, diventa main sponsor della CB TV, la web tv ufficiale del Campobasso”. E’ un tratto del comunicato che è arrivato dalla società Campobasso 1919, che sta anticipando i tempi e guardare al futuro digitale.

Se è vero, come è vero, che il calcio è ormai un fenomeno globale, complessissimo nelle cause e nelle conseguenze socio-culturali, incentrato nel talento e denaro, perché stupirsi se per una parte dei tifosi la partita di calcio è diventato semplicemente un appuntamento con l’amico o amici per un’ora di svago e poi più nulla. Tutto ciò che è iniziato e si è affermato nel novecento, tutto ciò che un tempo era considerato quasi una questione di vita, anche questo modo di intendere e vivere il calcio ha dovuto accettare il passaggio dall’egemonia a una più umile convivenza. La globalizzazione ha ormai scomposto il gioco in una miriade di fenomeni.

I luoghi e i tempi del calcio, dell’evento-partita e della discussione pubblica sono cambiati. C’entra internet e c’entrano i social, c’entrano le generazioni che invecchiano e quelle che crescono. Che il calcio dovrà presto o tardi riconoscere il peso specifico dell’online è cosa già scritta. E’ online che vive il segmento demografico verso il quale tendono tutti gli sforzi di digitalizzazione che i club stanno compiendo in questi anni, toccando anche il calcio dilettantistico. I tifosi digitali sono il futuro del calcio, in questi anni hanno cambiato il concetto stesso di “esserci”, l’idea stessa di presenza. Il giornalista Dean Van Nguyen scrive un pezzo su Dean Magazine in cui racconta la sua straniante esperienza con il “Liverpool Twitter”, un angolo di social e una fazione di tifo capace di mettere in discussione le sue certezze sulla passione calcistica. «Sono ossessionato da questi profili perché il modo in cui vivono il calcio è completamente diverso dal modo in cui io ho vissuto la mia vita di tifoso, vita che definirei largamente incentrata su quel che succede in campo».

Chi lo avrebbe mai immaginato che sarebbero venute nuove culture calcistiche per le quali il campo non è terra natia, non è suolo sacro. Il tifoso digitale compone la formazione ideale, i fatti avvenuti durante la gara su piattaforme e hashtag per veicolarle, lui stesso vuole essere protagonista e non un componente a sostegno.

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