13 Giugno 2024

Città di Isernia, De Filippo: «Il gol più bello? Quello contro il Campobasso»

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L’attaccante traccia un bilancio della stagione e non nasconde l’interessamento da parte di qualche club di serie D

 ISERNIA.  Francesco De Filippo, classe’97, attaccante, dopo una parentesi a Gozzano, a dicembre è arrivato a Isernia per sostituire Panico che lasciava il club biancoceleste. Lo ha fatto degnamente segnando un buon numero di gol fino alla fine della stagione. Venticinque per la precisione.

«Mi sono trovato molto bene a Isernia- afferma De Filippo-. È una piazza ambiziosa a cui l’Eccellenza va stretta e meriterebbe la quarta serie. Quando sono arrivato ho trovato un ambiente molto caldo. Abbiamo lottato fino alla fine, ma nel calcio non sempre si può vincere».  Quando gli chiediamo qual è stato il gol più bello che ha segnato ci risponde così: «Di gol belli ce ne sono stati più di uno, però quello che porterò nel cuore è stato quello contro il Campobasso nella gara di ritorno, quando il Lancellotta è esploso, facendo sentire tutto il suo entusiasmo. Del resto, quella era la partita più importante della stagione anche se, pur avendo dominato, non l’abbiamo vinta. Ma resterà forse anche uno dei momenti più belli della mia carriera».

Sul fronte mercato il bomber casertano resta sul vago: «Fino al 30 giugno sono un calciatore dell’Isernia, poi non so cosa accadrà. Non nascondo che c’è stato qualche interessamento da parte di qualche squadra di serie D, ma devo valutare tanti aspetti e attendere l’apertura del mercato. Ogni giocatore ambisce a salire di categoria soprattutto se la società ti garantisce un ruolo da protagonista. Bisogna valutare tanti aspetti, se ci sono le basi per continuare o trasferirsi altrove».

Ricordiamo che De Filippo ha militato per due stagioni con la Casertana in Lega Pro e nutre particolare stima per Luis Maria Alfageme che quest’anno si è laureato capocannoniere del campionato di Eccellenza molisana con 41 reti.  «In passato ho avuto il piacere e l’onore di giocare con Alfageme, c’è una forte amicizia che ci lega. Il calcio è anche questo, un anno ti ritrovi a condividere lo spogliatoio e quello successivo ti ritrovi ad essere avversario. È il bello di questo sport. Dico sempre che il calciatore va via, ma rimane l’uomo. E quello che uno è riuscito a trasmettere a livello personale e umano resterà per sempre impresso nella mente chi ti ha voluto bene».

 

 

 

 

 

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