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Ciro Mennella: “Tra sport e salute delle persone scelgo sempre la seconda”

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Stefano Moscufo

GUGLIONESI. Il Covid-19 sta paralizzando il mondo intero. L’Italia sta purtroppo pagando un prezzo altissimo in termine di vite umane, con il sistema sanitario delle regioni del nord messo letteralmente in ginocchio da questa pandemia. Il paese è praticamente congelato, inerme al cospetto di questo nemico invisibile. Lo sport, ovviamente, non viene risparmiato da questa spaventosa pandemia che ha quasi bloccato l’intero pianeta. Qualche timido segnale di speranza arriva però dalle fasce più colpite dal virus, dove il trend pare voglia far registrare un orientamento al regresso e fornire qualche pallido cenno di positività. La quarantena collettiva sembra voler dare i suoi primi frutti. Lo sforzo comune di voler rispettare alla lettera le direttive governative di rimanere tutti chiusi in casa pare aver contribuito all’accensione di un

fioca  fiammella di fiducia. Gli esecutivi dei vari Stati europei e mondiali stanno lavorando all’elaborazione di piani straordinari finalizzati al reperimento della strada giusta da imboccare per riportare tutto alla normalità. Lo fa anche il governo mondiale dello sport che in queste ore sta stabilendo nuove regole da applicare alle varie competizioni per riuscire a far disputare quelle future e portare a compimento quelle già in corso.

Il calcio regionale, come ovvio che sia, non fa eccezione e attende che vengano ratificate le norme che consentano di arc

hiviare in qualche modo questa stagione e gettare le basi per progettare la prossima. Su questi temi tanto difficili e spinosi, Corrieresport.it ha dunque chiesto quale fosse il parere di Ciro Mennella, allenatore del Guglionesi, per uscire, da questo momento d’impasse per lo sport, in questo caso del calcio molisano.

Una pandemia che sconvolte le vite di tutti, rendendole quasi surreali. Come passa le sue giornate Ciro Mennella?

“Mah…le passo come, credo, la maggior parte degli italiani, seguendo tutte le direttive del governo, stando a casa e applicando tutte le misure precauzionali che l’Istituto Superiore di Sanità ci ha consigliato. Rimango quindi in famiglia con i miei figli, ma ne approfitto anche per leggere, approfondire  e aprirmi a nuovi orizzonti.”

Ai tuoi ragazzi del Guglionesi che tanto bene si sono comportati in questa stagione cos’hai consigliato, hai approntato per loro un piano di lavoro individuale?

“Sì, ho dato lor

o un piano di lavoro individuale da eseguire tra le mura domestiche. Non potendo uscire di casa in questo momento, ho predisposto un piano di esercizi di mantenimento, sia fisico che psichico, in quanto è molto importante tenere alto il morale e non abbattersi di fronte a questa prova alla quale ci ha sottoposto la vita.”

In queste ore si sta cercando di stabilire una specie di exit-strategy per portare a compimento i vari campionati, sia a livello professionistico che dilettantistico. Le ricette sono diverse, qual è la tua?

“Tra sport e salute delle persone scelgo sempre la seconda. Quello al quale più tengo è la sicurezza dei calciatori, degli staff e di tutti gli addetti ai lavori. Detto questo penso che sia ancora prematuro ipotizzare di stabilire qualsivoglia tipo di soluzione. Tutto dipende, ovviamente, dai tempi che si renderanno necessari per debellare definitivamente questo virus. E’ stata stabilita una data ipotetica per i professionisti, il 2 maggio, e in cuor mio spero che quel giorno la situazione possa essere tornata alla normalità e che si possano portare a termine i vari campionati in maniera regolare. Si potrebbe tentare di accelerare, di giocare più partite nel minor tempo possibile con l’unico scopo di far finire i tornei in tempi accettabili. Questo è il mio auspicio, ma non soltanto per gli aspetti calcistici, ma anche e soprattutto per restituire la normalità a tutti. Ma tutto dipende dal livello di sicurezza che raggiungeremo tra un mese e mezzo.”

 

 

 


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