18 Giugno 2024

Calcio – Il ruolo dell’allenatore e dei dirigenti. Tanga ex Campomarino non si spiega la decisione della dirigenza dopo un percorso interessante per la Società.

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Leo Tanga Campomarino

Pur avendo un bagaglio di esperienza non indifferente nel mondo del calcio, come calciatore, allenatore, presidente di società, venti anni nella figc-Lnd come presidente del Comitato Provinciale, non sono mai riuscito a comprendere cosa porta un presidente a esonerare un allenatore che porta la squadra a vincere il campionato, disputare la finale di Coppa Italia regionale e guadagnarsi la fiducia del gruppo anche nella categoria superiore. Credo che anche fare il presidente della società è un ruolo di responsabilità, gioire quando le cose vanno bene e comprendere quando vanno male. Ma non sempre è così, prendo l’esempio di Zamparini che si è guadagnato l’appellativo, di ‘mangio allenatori’, ora si è messo anche De Laurentiis che vuole fare fuori Spalletti, questa categoria di presidenti o si sentono sminuiti dalla popolarità che assume l’allenatore o vogliono fare l’uno e l’altro, ciò è, stare sempre al centro dell’attenzione. In merito a questa situazione ho voluto sentire il parere di un allenatore, Leo Tanga, che ha portato in alto il nome del Campomarino, accompagnando la squadra alla promozione in Eccellenza dopo tanti anni, e nello stesso anno è riuscito anche a disputare la finale di Coppa Italia regionale eliminando squadre di livello superiore come il Campodipietra e altre squadre cedendo solo all’Isernia, per poi riproporre la squadra nel campionato di Eccellenza con buoni risultati.

A bocce ferme mi puoi spiegare cosa ha portato la dirigenza del Campomarino al tuo esonero, sembrava una unione difficile da separare?

“Premetto che un allenatore deve sempre ringraziare la società che gli dà fiducia. Due anni fa ho accettato Campomarino perché è una società ambiziosa, e per me è stato importante questo per accettare la sfida. Sono arrivati subito i risultati – dichiara Tanga -, non era facile, perché tutto è stato costruito da zero, tranne qualche elemento del posto, non c’era una base solida, né un settore giovanile su cui progettare e nonostante ciò si è creato un gruppo che ha vinto il campionato e giocato la finale di coppa.  La cosa più importante è che si è creato un gruppo su cui poggiare le basi future – continua l’ex tecnico del Campomarino -, questo è importante per giudicare il lavoro dell’allenatore, e questo Campionato appena terminato è la conferma di quanto detto. Perché si è arrivati all’esonero? Beh i risultati erano in linea con gli obiettivi seppur per motivi più volte ribaditi – termina Leo Tanga -, la squadra è stata riportata sui livelli della stagione scorsa in una categoria superiore, il calo di gennaio è stato fisiologico ma si comprendeva già che tipo di girone di ritorno fosse, con le prime tre squadre inarrivabili. Eppoi nelle otto gare, dopo l’allontanamento, ci sono state quattro vittorie e quattro sconfitte, non credo sia un cambio di passo importante che può mettere in discussione il lavoro fatto in precedenza. Permettimi di ringraziare i dirigenti che mi hanno affiancato supportandomi, e i magnifici ultrà vero dodicesimo uomo! Per il futuro aspetto un altrettanto progetto ambizioso, al contrario approfitterò per stare più tempo con la famiglia”.

 

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