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Vastogirardi, Di Lullo: “Che peccato non poter concludere il campionato. Un calciatore sogna sempre di riprendere”

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Mentre la Lega Nazionale Dilettanti va verso la sospensione definitiva dei campionati, con conseguente dispiegamento di forze sui criteri per le promozioni e ripescaggi, le squadre fanno un’analisi a trecentosessanta gradi del dimezzato torneo che è stato. E’ il caso del Vastogirardi di Farina, capace di ritagliarsi un ruolo di tutto rispetto alla sua prima esperienza in un torneo fuori dai confini regionali. La salvezza era ormai dietro l’angolo, meritata, messa insieme punto dopo punto attraverso un gioco corale e una proposta calcistica invidiabile se riflessa su una matricola. Ciò che compare, all’interno della rosa, è la nostalgia del campo. Con il passare dei giorni, quello che potremmo definire il giudice supremo e teatro di mille emozioni, torna ad essere il punto di riferimento dei calciatori. Che non lo nascondono. “Seguiamo le indicazioni del mister e dello staff atletico – spiega Pasquale Di Lullo, che del Vastogirardi è una delle colonne portanti, in campo come negli spogliatoi – facciamo il possibile per allenarci, restare in forma, ma quanta fatica fare a meno delle nostre partite e del nostro gruppo. So che sarà difficile riprendere, in ballo c’è qualcosa di molto grande che riguarda vite umane, ma perchè perdere la speranza? E’ giusto crederci ancora, non possiamo farne a meno”.

Si va verso la sospensione dei campionati, poi a seguire si faranno tutte le valutazioni del caso da parte delle stesse società. Condivideresti una scelta di questo tipo? O sarebbe giusto concludere i campionati più avanti?

“E’davvero difficile prendere decisioni di questo tipo, me ne rendo conto, tutti noi sappiamo quanto possa essere difficile determinare un qualcosa che incide sulla vita di migliaia di atleti e sui sacrifici delle società. Non è professionismo la Serie D, ma in un certo senso lo è in maniera mascherata: in tanti vivono di questo. E non solo sul piano economico: c’è anche un fronte sentimentale”.

Cosa rimane di questa stagione sul piano sportivo? Vastogirardi ha dimostrato di essere all’altezza del nuovo compito, è così?

“Vastogirardi è arrivata a competere in un calcio prestigioso, lo ha fatto attraverso un progetto solido messo insieme da persone formidabili. Il gruppo, poi, non è da meno: ci manca tanto essere in campo anche per riprendere il percorso che stavamo portando con risultati e un’identità precisa. Portare i colori gialloblù a Foggia, seppur solo in Coppa Italia, non è una cartolina da poco. Per essere il primo anno di Serie D, il bilancio è assolutamente positivo”.

Cosa vi aspettate dalle prossime settimane?

“Come detto, la speranza è sempre quella di poter tornare a giocare. Faccio un esempio: si è parlato di pericolo caldo con una ripresa nei mesi estivi. Ma lo immaginate un calciatore che si preoccupa del caldo dopo una fase così, in cui sogna di essere sul terreno di gioco anche solo per allenarsi con i propri amici di mille battaglie sportive? Non credo ci si debba preoccupare mai di questo: con il sole e il caldo, con le temperature alte, sarebbe ancora più bello. Personalmente continuo a sperare in un risvolto positivo, pur sapendo che in questi casi è difficile perchè ci sono valutazioni da fare su tanti dettagli”.  L.L.


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