PRECISAZIONI DEL COMITATO REGIONALE MOLISE DELLA F.I.G.C.

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Un po’ di storia del calcio molisano per comprendere come siamo arrivati allo stato attuale.

La finale di Selvapiana tra l’Alto Casertano e il Città di Isernia, vinta poi ai rigori dalla squadra campana ha lasciato una coda polemica sui social: “altro titolo di Serie D lasciato alla Campania e sottratto alle squadre molisane”. Certamente, come molisano, mi avrebbe fatto piacere se l’Isernia avesse vinto, non ho difficoltà a dichiararlo, ma il campo ha dato ragione alla squadra casertana e bisogna ingoiare il rospo.

Per comprendere la situazione attuale, per certi versi ‘anomala’, bisogna andare indietro negli anni, risalire alla stagione sportiva 1990/1991, quando è stata istituita la Delegazione molisana, con il parere contrario di chi gestiva il Comitato Provinciale di Campobasso, ufficio distaccato del Comitato regionale Campania. La stagione sportiva 1990/1991 rappresenta l’input per dare seguito ad una costituzione del Comitato molisano. Si parte con due gironi di Prima Categoria, squadre tutte molisane. Nell’anno successivo oltre ai due gironi di Prima Categoria, viene istituito un girone di Promozione, costituito dalle prime otto classificate dei gironi di Prima Categoria. Da qui si entra nella vera fase della costituzione dell’autonomia calcistica molisana, c’è entusiasmo,nella stagione sportiva 1992/1993 il Comitato Molise può vantare un girone di Eccellenza di 16 squadre tutte molisane, come molisane  sono le 16 squadre che compongono il Campionato di Promozione, i due di Prima Categoria e i tre di Seconda Categoria e i due di Terza Categoria. Una bella conquista anche per i detrattori che avevano ostacolato l’avvio dell’autonomia. Con il passare degli anni l’entusiasmo delle squadre molisane è venuto meno e per mantenere il numero di squadre e reggere l’autonomia si è dovuto ricorrere alle squadre partecipanti ai campionati campani, pugliesi e abruzzesi, si è dovuto fare una forzatura, per i vari Comitati non volevano, ma le società confinanti avevano la loro convenienza per le trasferte troppo lunghe. Queste società hanno iniziato a far parte del Comitato Molise partendo tutte dalle categorie più basse: Terza e Seconda Categoria. Con il passare degli anni sono cresciute fino a competere anche in Eccellenza e Promozione. Poi la storia recente la stiamo vivendo. Allo stato attuale non puoi estromettere le squadre ‘straniere’ per due ragioni: A) perché hanno conquistato tutto sul campo con pieno merito. B) perché il Comitato molisano senza la partecipazione di queste squadre non avrebbe la forza di organizzativa e l’autonomia verrebbe meno. In conclusione bisogna accettare lo stato attuale se non si vuole ritornare indietro di 30 anni e tornare alle dipendenze del Comitato Abruzzo, Campano e Pugliese.

Il Comitato Molisano ha voluto spiegare l’attuale situazione con una nota che pubblichiamo integralmente.

“Si è costretti ad assistere, ancora una volta, a dissertazioni sui social che tentano in tutti i modi di screditare l’organizzazione calcistica regionale che negli anni, dati alla mano, ha dimostrato di funzionare molto bene interpretando sempre le esigenze delle nostre compagini regionali in un rapporto di condivisione del nostro operato. I “soliti noti” evidentemente non avendo altre argomentazioni costruttive su cui discernere, insistono nel ritenere che le compagini di “fuori regione” tolgano posti alle nostre squadre molisane. È stato ampiamente chiarito e spiegato che le squadre di fuori regione partecipanti ai nostri tornei regionali gravitano negli immediati confini regionali e partecipano ai nostri tornei da oltre 20 anni, diverse addirittura da prima dell’autonomia, contribuendo a sostenere l’autonomia calcistica regionale conquistata grazie alla perspicacia di chi vuole veramente il bene del calcio molisano, e comunque partendo dai campionati di base e non come strumentalmente detto iscrivendosi direttamente al campionato di Eccellenza. Il messaggio più bello viene da chi ha perso per un calcio di rigore quando al termine della contesa, il Presidente della Società Isernina, con la serenità e la professionalità che lo contraddistinguono, ha ritenuto di complimentarsi con il Presidente della squadra avversaria nei confronti della quale non ha certamente sfigurato. Pertanto le assurde argomentazioni che si susseguono sui social non meriterebbero attenzioni di sorta e denotano, in un’epoca caratterizzata da inclusione e globalizzazione una visione miope del sistema calcio”.

 

 


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