Politica sportiva. Lo Sport senza ministero. Cosimo Sibilia tra i possibili nomi a cui affidare la delega.

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Lo Sport è assente nel nuovo Governo, ora si attende la nomina di un sottosegretario o di una delega. Senza Ministero il Coni tornerà ad essere il principale riferimento dello sport italiano.

Lo sport è un ministero senza portafoglio, anche se poi muove milioni di euro. Il nuovo primo Ministro ancora non svela il nome di chi andrà a sedere sulla poltrona che avrà come riferimento milioni di italiani, ma, forse, in questa seduta governativa non ci sarà. E c’è già chi gioisce. Come il CONI del presidente Malagò, che tornerà ad essere il principale riferimento dello Sport italiano. Nella storia governativa italiana ci sono stati solo tre veri ministri dello Sport: Giovanna MelandriLuca Lotti e Vincenzo Spadafora. L’attuale Governo, che dovrà avere ancora la fiducia del Senato e della camera, rispetto agli ultimi Governi, è andato in controtendenza e ha fatto storcere il naso a tanti appassionati, lo sport lega milioni di italiani e un ministero ha un forte peso specifico nell’ambito politico. In attesa della nomina del sottosegretario o di una persona che assume la delega, è iniziata la lotteria dei nomi.  Si fa anche il nome di Cosimo Sibilia, senatore e attuale presidente della Lega Nazionale Dilettanti in corsa per la poltrona della Figc in contrapposizione all’attuale presidente Gabriele Gravina. A pochi giorni dall’assemblea elettiva ( 22 febbraio), ci potrebbe essere il fatidico colpo di scena prima della notte dei lunghi coltelli. Un accordo sul filo di lana tra i due contendenti: la delega allo sport a Sibilia e la poltrona della Figc a Gravina. In modo che si va alle elezioni senza una divisione all’interno della Federazione più importante dello sport italiano. Potrebbe essere una soluzione indolore per il calcio italiano, perché una spaccatura all’interno della Figc non porterebbe beneficio al calcio italiano che con l’arrivo del Covid-19 è entrato in crisi (attività agonistica e economica). Si attende la svolta, in vogliamoci bene, stringiamoci la mano e mettiamoci al lavoro per una vera riforma del calcio, che in questi anni sono stati lanciati tanti slogan, ma di fatti concreti ancora nulla.


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