POLITICA SPORTIVA. La tanto chiacchierata Legge della Riforma dello Sport è stata approvata dal CDM sul filo di lana.

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Le novità più importanti della legge: l’abolizione del vincolo sportivo e il riconoscimento della figura del lavoratore sportivo.

L’ex Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora: “Traguardo importante raggiunto in extremis, sono emozionato”

E’ stata approvata sul filo di lana, altrimenti il 28 febbraio, pena il decadimento e la ripartenza dell’iter dall’inizio.  Stiamo parlando della tanta chiacchierata Legge della Riforma dello Sport, iniziata da Giorgetti e portata a termine da Spadafora. Tra le novità più importanti l’abolizione del vincolo sportivo e il riconoscimento della figura del lavoratore sportivo.

Per quanto riguarda l’abolizione del vincolo sportivo (ad oggi un atleta può svolgere attività sportiva agonistica solo per la società per la quale è tesserato) andrà in vigore nel 2026, invece il lavoratore sportivo, a partire da luglio 2022 e verrà regolarizzato col versamento di contributi previdenziali per chi supererà la no-tax area di 10.000 euro annui.

La soddisfazione di Spadafora su facebook:”Dopo un anno di lavoro complicato la riforma è stata approvata, tantissime cose diventano realtà, dalle tutele per i lavoratori sportivi, al professionismo femminile, ai paralimpici e al vincolo sportivo, non è la riforma di Spadafora, l’abbiamo scritta in tanti. Sono emozionato e commosso – continua Spadafora- è un risultato importantissimo,bisogna fare attenzione che tutte le norme entrino in vigore con i tempi giusti”. Lo stesso ex Ministro dello Sport oltre a ringraziare il presidente del Consiglio Draghi, ha voluto ringraziare tutti quelli che hanno partecipato ai lavori. “Spero che il governo indichi quanto prima il nuovo rappresentante per lo sport – ha aggiunto – Io ci sono sempre, sono parlamentare, ho chiesto di far parte della commissione cultura per continuare a seguire questo mondo che ho compreso e capito con passione, dopo tanti anni la riforma dello sport è fatta e aprirà una strada di cambiamento per tutti”.

Il decreto n.1, quello sull’autonomia del Coni, fa storia a sé: era stato approvato come ultimo atto del governo Conte e ora è al Senato per la conversione in legge.

 


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