5 Ottobre 2026

Non solo sport -VICO PARASACCO ED AMICI AL LAVORO PER LE FESTIVITA’ PATRONALI VENAFRANE DI META’ GIUGNO

Un Vico venafrano con una responsabilità ed un impegno sociale assolutamente rilevanti. Trattasi di Vico Parasacco, stradina del rione Mercato di Venafro nel cuore del centro storico i cui pochi residenti -affiancati da tant’altri volontari della città- hanno preso in mano le redini delle imminenti festività patronali, assumendo il compito certamente gravoso ma bello sotto il profilo sociale di organizzare gli appuntamenti religiosi e civili del 16, 17 e 18 giugno prossimi per celebrare i Santi Martiri della città San Nicandro – Patrono di Venafro e Protettore dell’intera Diocesi d’Isernia/Venafro-, il fratello San Marciano e la moglie Santa Daria, trucidati dal boia pagano dell’antica Roma nel 303 d.C. per la loro ferma fede nella nuova religione cristiana. Sarà cioè Vico Parasacco, col presidente Sergio Casertano in testa ed affiancato da una ventina di venafrani ambosessi e di ogni età, a promuovere le festività patronali 2026 assumendo il ruolo di “MAST’ R’ FESTA”, dialetto venafrano che sta per maestri/organizzatori della festa. Compito di assoluto rilievo civile e sociale quindi in vista di un trittico patronale che la città attende annualmente con unanime aspettative, trattandosi di onorare nel migliore dei modi personaggi storici di assoluto rilievo per la collettività venafrana, come appunto i Santi Martiri Nicandro, Marciano e Daria, celebrati col magnifico canto corale dell’Inno ai Santi Martiri scritto nel 1881 dal poeta venafrano Raffaele Atella e musicato dal canonico Domenico Criscuolo, Inno che sarà ancora una volta il segno distintivo e centrale della solenne processione conclusiva del 18 giugno. In attesa del programma religioso/civile celebrativo di metà giugno da approntare attraverso le offerte volontarie dei venafrani che stanno provvedendo al riguardo, di seguito le notizie storiche sulla denominazione di Vico Parasacco. Si vuole che derivi dalla consuetudine trascorsa di sistemare all’imbocco del Vico (dal lato di piazza Cimorelli) sacchi di terra ed altro per fermare l’acqua piovana che nei periodi di pioggia e mancando all’epoca gli scarichi necessari per il deflusso delle acque arrivava in quantità consistente ed impetuosa da via Redenzione e dal Rione Colle, ossia dalle zone a nord del centro storico venafrano, invadendo a tal punto il Vico in questione da indurre i venafrani a ribattezzarlo appunto Vico Parasacco. Sacchi cioè posti all’ingresso del Vico per impedire all’acqua piovana di invadere fondaci e case, dal che l’attuale denominazione. Chiudendo con l’imminente festa patronale di giugno la domanda che tutti a Venafro si pongono : riusciranno i residenti di Vico Parasacco e gli altri volontari a promuovere un trittico patronale all’altezza delle generali aspettative ? Al riguardo la fiducia dei venafrani è così tanta da ritenere tutti che certamente verrà ripagata !
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