18 Maggio 2024

L’ex serie A Camorani: «Nel calcio di oggi mancano umiltà, dignità e spirito di sacrificio»

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Camorani Alfonso

L’attuale allenatore della Virtus Gioiese nonché ex centrocampista di Lecce, Siena e Fiorentina esprime la sua opinione sulle ultime vicende che hanno coinvolto alcuni giovani calciatori della Nazionale

GIOIA SANNITICA. Alfonso Camorani, 45 anni, è attualmente l’allenatore della Virtus Gioiese, squadra campana che milita nel campionato di Eccellenza molisana. Il tecnico vanta un passato da calciatore professionista avendo indossato le maglie di Lecce e Siena in serie A, Pescara, Salernitana e Fiorentina in serie B. Problemi familiari non hanno consentito all’ex centrocampista di proseguire la carriera che è terminata a soli 31 anni optando per una rescissione contrattuale con il Pescara nonostante un accordo biennale. Pur essendo fuori rosa Camorani ha vinto il campionato di serie B quando nella squadra adriatica militavano Insigne, Immobile e Verratti ed era allenata da Zeman. Successivamente sono iniziate le esperienze nei campionati dilettantistici tra serie D ed Eccellenza in cui ha vinto campionato e Coppa Italia con il Tre Pini Matese prima come calciatore e poi come allenatore. Nonostante il trionfo c’è stata una stagione di pausa. «Ci sono allenatori che vincono e restano a casa– dichiara il tecnico- altri che vengono esonerati e il giorno successivo trovano squadra. Non mi ritengo il migliore anche perché alleno in Eccellenza. Da calciatore nessuno mi ha regalato nulla. Con le mie forze sono arrivato nella massima serie. E come allenatore è lo stesso discorso. Non chiamo presidenti e direttori sportivi per elemosinare lavoro. L’umiltà e la dignità nella vita sono importanti. Forse come allenatore sono scarso, ma questi sono i miei valori».

Mister, com’è cambiato il calcio rispetto ai suoi tempi?

«Il calcio della mia epoca era un calcio vero, non come quello di oggi. Se avessi giocato oggi avrei fatto vent’anni alla Juventus e non la carriera che ho fatto, perché la Juve di quei tempi non avrebbe preso Camorani dal Siena e dal Lecce. Oggi prende ragazzi dal Cesena o addirittura dal Frosinone. Come l’Inter che prima acquistava giocatori dall’estero e oggi ha preso Frattesi, sicuramente un grandissimo calciatore, ma in passato non era così. E lo stesso discorso vale per la Nazionale che prima pescava esclusivamente dal Milan, dall’Inter e dalla Juve».

Cosa pensa delle ultime vicende riguardanti il calcio-scommesse che hanno coinvolto Tonali, Zaniolo e lo juventino Fagioli?

«Fa male perché sono giovani. Bisogna però verificare attentamente i fatti perché ognuno nella vita è libero di fare ciò che vuole. Ma se non si tratta semplicemente di giocare a poker e questi calciatori hanno scommesso sulle partite, sulle squadre nelle quali giocano, ritengo che debbano avere una squalifica a vita e non debbano allenare nemmeno i ragazzini. Non bastano pochi anni di squalifica, perché se uno ha il vizio c’è il rischio che lo faccia di nuovo. C’è stato già qualche caso alcuni anni fa. Alla fine, queste persone sono ritornate nel mondo del calcio a fare i direttori sportivi, gli allenatori. Io invece sono una persona pulita e faccio il campionato di Eccellenza. Questa è l’Italia».

Cosa pensa dei giovani calciatori di oggi?

«Non vogliono fare i sacrifici che servono in qualunque mestiere, non solo quello di calciatore che è breve. I ragazzini di oggi preferiscono uscire di notte, divertirsi, dormono poco e non fanno una vita sana. E poi vorrebbero scrivere la storia del calcio. Purtroppo non è così che funziona».

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