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Il Capitano del Ripalimosani Femminile: “Rimuoviamo l’idea di non partecipare alla Serie C”

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“Ci sono circostanze in cui il coraggio di osare ripaga molto di più dell’investimento”

In attesa “dell’ufficialità”, per il Ripalimosani Femminile, sarà una corsa contro il tempo per allestire la squadra, organizzare il raduno e farsi trovare pronti, fra poco meno di 20 giorni inizia la nuova stagione agonistica, perché il 20 settembre scatta la Coppa Italia, per cui quasi tutte le rivali hanno già scaldato il motore. Ad oggi sono 14 le calciatrice tesserate con il Ripalimosani, che compongono un’eventuale rosa che comprende il gruppo che ha saputo primeggiare nel girone unico abruzzese. Prima abbiamo parlato di “Ufficialità”, nel senso che la dirigenza e le ragazze stanno cercando di riempire il vuoto che si è creato con l’uscita di scena di alcuni pezzi pregiati che per impegni lavorativi o di studi non possono prendere parte alla nuova stagione.

“Ci sono ragazze, giustamente, che non possono rinunciare al lavoro per giocare al calcio – dichiara il capitano Andrea Parlagreco -, il Campionato di Serie C è impegnativo e non vogliamo rimediare delle magre figure, in sostanza, c’è un motivo di fondo e culturale, il Calcio Femminile non è preso in considerazione, gli sforzi che sta facendo la Figc per equipararlo a quello maschile è encomiabile, ma per cambiare la cultura sul calcio femminile non basta cambiare solo un articolo delle carte federali, ci vuole molto, ma molto di più, innanzitutto dare supporto economico a quelle società che vanno a scontrasi quando fanno il salto di categoria, come gruppo abbiamo fatto tanti sacrifici per arrivare in alto e ora siamo ad un passo dal tracollo, ciò è, vanificare tutto ciò che di buono abbiamo costruito in questi tre anni. Per Ripalimosani, non solo quello calcistico, fare il campionato di Serie C significa accendere riflettori importanti, ospitare squadre come Palermo, Lecce, Catanzaro, immagino già il manifesto Ripalimosani-Palermo, da lasciare agli annali del calcio cittadino – continua Andrea -, c’è da fare uno sforzo e guardare a quello che si può ricevere in cambio di quello che si dà, una sorte di investimento turistico per la visibilità del paese, spero che questa fiaba termina con il lieto fine, io ci credo, perché ci sono tante come me che guardano al bicchiere mezzo pieno, anche se è una realtà tutta molisana, triste, ma dobbiamo confrontarci con la realtà, come si dice la speranza è l’ultima a morire”.

La speranza di questo gruppo fantastico del Ripalimosani Femminile si chiama Serie C, un sogno che si è spezzato nel momento che gli è stato assegnato il titolo a partecipare al campionato superiore, dove il dispendio umano e economico è certamente superiore a quello della stagione passata. “Quando guardiamo in televisione a squadre come la Juventus, il Milan ci fa una certa ‘rabbia’ certamente sono realtà diverse da quelle società che hanno un budget molto inferiore alle categorie come le nostre, ma in questo modo si nega la possibilità alle ragazze che vogliono avventurarsi e sognare un giorno di calcare campi più importanti – conclude il Capitano del Ripalimosani Femminile-, per uscire da questo empasse ci vuole uno sforzo di tutta la comunità, Amministrazione Comunale compreso, fare quadrato attorno a una squadra che vuole che vuole confrontarsi con città importanti come Palermo, Lecce e Catanzaro, guardare questa realtà da una prospettiva diversa e farsi la domanda, cosa può dare il Ripalimosani Femminile ad un centro di pochi abitanti? Io me lo farei questa domanda, per me, e ci sono altri che la pensano allo stesso modo, è una opportunità da cogliere e non dolersi nel futuro di averla persa”.


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