«Il cane non può salire». Passeggera lasciata a terra dal bus sostitutivo di Trenitalia: «Abbandonata sotto il sole a Napoli»
NAPOLI.Aveva acquistato un regolare biglietto anche per la sua cagnolina Hakira. Dopo la cancellazione del treno, il bus sostitutivo le nega l’accesso. «Nessuna assistenza e informazioni confuse: così sono riuscita a tornare a casa solo grazie a un amico» scrive sul suo profilo Facebook la dottoressa Anna Bucci, psichiatra, protagonista di uno spiacevole episodio avvenuto lo scorso weekend.
Un viaggio iniziato senza alcun problema e concluso con ore di disagi, informazioni contraddittorie e la sensazione di essere stata completamente abbandonata.
La donna aveva acquistato sul sito di Trenitalia un biglietto di andata e ritorno per sé e per Hakira, una meticcia di quattro anni e 20 chilogrammi, regolarmente autorizzata a viaggiare. L’andata, sabato 4 luglio, si svolge senza intoppi: treno puntuale, viaggio tranquillo e un’accoglienza calorosa per il cane da parte degli altri passeggeri.
Il problema nasce il giorno successivo. Arrivata con anticipo alla stazione di Napoli Centrale, la passeggera scopre che il treno diretto a Boiano è stato cancellato. Sul tabellone non compaiono ulteriori indicazioni e, rivolgendosi al punto informazioni, racconta di aver ricevuto spiegazioni vaghe sull’esistenza di un autobus sostitutivo, senza alcuna indicazione precisa sul luogo di partenza o sugli orari.
Dopo una lunga ricerca riesce a individuare il bus. Ma proprio davanti alle porte del mezzo arriva la risposta che cambia tutto.
«Il cane non sale».
Secondo il racconto della viaggiatrice, l’autista avrebbe rifiutato di far salire Hakira, nonostante fosse in possesso di un regolare titolo di viaggio. Alle proteste della donna, che ricordava come l’autobus stesse sostituendo un treno cancellato e dovesse quindi garantire il servizio acquistato, sarebbe seguito un netto rifiuto.
«Mi è stato risposto con arroganza che avrei dovuto informarmi prima e che il cane non sarebbe salito. Ho chiesto di parlare con un responsabile, ma l’autobus è ripartito lasciandoci sulla banchina», racconta.
Rimaste a terra, sotto il caldo torrido di Napoli, la donna e la sua cagnolina sono riuscite a rientrare a Isernia soltanto grazie all’intervento di un amico che le ha accompagnate in automobile.
La vicenda solleva interrogativi sulle modalità di gestione dei servizi sostitutivi e sull’assistenza ai passeggeri in caso di cancellazione dei treni. «Cosa sarebbe accaduto – si chiede la viaggiatrice – se fossi stata una turista, una pendolare o una persona senza la possibilità economica di trovare un’alternativa?».
Ad aumentare il malcontento, anche il tentativo di contattare il servizio clienti di Trenitalia.
Una storia che apre interrogativi sull’efficacia dell’assistenza ai viaggiatori e sulla tutela di chi, con un animale regolarmente ammesso al viaggio, si ritrova improvvisamente senza il servizio per il quale ha pagato.