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Giustizia sportiva ‘accorciata’ nel decreto rilancio, le Società davanti al bivio….

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Dopo circa tre mesi di stop, la serie A dovrebbe ripartire nel mese di giugno, il condizionale è d’obbligo, visto che c’è poca chiarezza, e il dubbio che qualcosa possa cambiare in corsa è reale. I club non accettano la norma, quella più spinosa, che prevede, che in caso un giocatore sia trovato positivo tutta la squadra finirà in quarantena, le società e i calciatori chiedono il modello della Bundesliga che lascia la possibilità di isolare solo la persona positiva ai controlli. In attesa di un accordo, il presidente del Coni Malagò fa conoscere lo start della serie A (13 giugno), la data fissata per il nuovo inizio, perché di nuovo inizio dobbiamo parlare, non si può parlare di una continuazione del campionato. Lo strano epilogo del campionato di serie A, va a cozzare con le responsabilità penali dei medici delle società, che non accettano tale onere. In attesa di conoscere come andrà a finire il ‘braccio di ferro’ tra i medici sportivi e la norma inserita dal Cts, il destino della serie C, della Serie D e così a scendere è segnato, ci si prepara a chiudere definitivamente la stagione. La parola fine per queste categorie, con molta probabilità si pronuncerà mercoledì della prossima settimana, il 20 maggio il Consiglio federale della Figc delibererà lo stop di tutti i campionati dilettantistici, dalla Serie D alla Terza Categoria, fino alle varie categorie giovanili, compreso la Serie C, dopo che l’assemblea delle società ha scelto la chiusura della stagione 2019/2020. In seno alla Figc c’è soddisfazione per eventuali ripercussioni giudiziari che si potrebbero avere per le scelte in seno al Consiglio Federale, nel decreto rilancio, illustrato ieri dal presidente Conte, è stato inserito un punto che accelera la decisione dei reclamanti: l’iter giudiziario, mantiene come unico grado di giustizia sportiva possibile il Collegio di garanzia presso il Coni, successivamente davanti al Tar e al Consiglio di Stato, ma con tempi molto contingentati, entro le 2 settimane o massimo un mese. Accorciando i tempi delle risultanze dei ricorsi, consente di avere gli organici della prossima stagione in tempo utile e scongiurare la Figc di trovarsi bloccato da tanti appelli che ostacolerebbero il via dei campionati 2020/21. Una decisione che accontenta anche la Lega Dilettanti. Se dal punto dei ricorsi, nessuna Società, rischierà di impelagarsi in una situazione senza uscita, c’è da discutere le scelte sportive che verranno fatte per le promozioni e le retrocessioni. Perché, l’assemblea della Lega Pro, ha fatto intendere che non ci sarà nessuna retrocessione, ma le promozioni in serie B, quelle si. Scelta che va cozzare con le prime classificate dei vari gironi della serie D, oltre al regolamento UEFA:  nei campionati ci sono promozioni e retrocessioni, anche se la Federazioni sportive hanno ampi margini di autonomia nelle decisioni organizzative dei tornei.


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