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E…se fosse Vittorio Esposito a prendere il posto di Alessandro

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(La panchina la soffre maledettamente)

La carriera calcistica di Vittorio Esposito, vero talento molisano, è la stessa di tanti giovani che vogliono emergere nel gioco più bello del mondo. Vittorio ha avuto le sue opportunità per sfondare, ma nel calcio oltre al talento ci vuole del tuo: tanto sudore e tante rinunce. Il fantasista di San Martino ha preferito rimanere incollato al suo paese e agli amici, e la sua prima opportunità di indossare la casacca bianconera della Juve svanisce. Ricomincia a girovagare sui campi regionali, ma deve vincere ancora la sua scommessa, e lo fa con il Chieti dove gli vengono riconosciuti le doti di un inguaribile dribblatore: quella voglia sfrenata di tenere il pallone tra i piedi e di non passarlo a nessuno aveva fatto preoccupare il tecnico teatino. Poi quello che sembrava il limite maggiore di Esposito si è rivelato il suo punto forte, tanto che la tifoseria teatina andava in visibilio per le sue giocate, ma anche per i gol che fece salire prepotentemente l’immagine del calciatore che comincia ad essere seguito anche dai club professionistici. La consacrazione di giocato re essenziale nello scacchiere di un allenatore avviene a Matelica che gli apre la porta nel calcio professionistico con la Sambenedettese. Il passaggio al Pescara non è stato proprio fortunato, l’infortunio alla spalla gli nega la possibilità di farsi apprezzare. Il salto di nuovo nei dilettanti è breve, ma c’è da affrontare l’infortunio al piede, l’operazione lo porta a stare per qualche tempo fuori dal rettangolo di gioco. Guarito definitivamente dall’infortunio è tornato ad allenarsi nella sua San Martino in Pensilis per farsi trovare pronto alla chiamata per la prossima stagione. Per il “Messi” molisano ci sono diverse possibilità di scelta, oltre a Vasto, dove ha giocato la scorsa stagione, c’è la possibilità di un suo ritorno alla Sambenedettese, dove i tifosi rossoblù non l’hanno dimenticato. Non si esclude per Vittorio un suo possibile ritorno ad indossare di nuovo la casacca rossoblù del Campobasso, anche se FC Matese del presidente Rega gli sta facendo la corte, alla pari della Fidelis Andria e del Notaresco. Nel momento che lui suda con la “banda dei 300m”, a tessere la tela con i vari club ci pensa Roberto Turco che sono anni che lo segue e gli è stato vicino anche nei momenti no.


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