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Eccellenza, Panico a un passo dai 400 gol in carriera

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Il penultimo lo ha messo a segno contro il Venafro, lo stop forzato non gli ha consentito di festeggiare il traguardo

 CAPRIATI A VOLTURNO.  Con i suoi gol ha fatto la fortuna di tante squadre. Lo scorso anno ha trascinato in serie D il Comprensorio Vairano e quest’anno sta facendo lo stesso con l’Aurora Alto Casertano. È stato il primo investimento della corazzata biancorossa per cercare di garantirsi il salto di categoria pur dovendo fare i conti con le dirette inseguitrici. Dopo sei giornate i casertani sono primi a punteggio pieno, vantano il miglior attacco (25 gol fatti) e la miglior difesa (zero gol subiti) del torneo.

Nicola Panico è l’attuale capocannoniere del campionato di Eccellenza con 13 reti. La sosta forzata ha impedito al bomber napoletano di festeggiare i 400 gol in carriera. Gliene manca uno. Il 399esimo lo ha messo a segno contro la sua ex squadra, il Venafro che porterà sempre nel cuore.

Questa pandemia lo ha interrotto sul più bello. Mancava solo una rete per festeggiare i 400 gol in carriera.

«Sì, peccato! Ci ero andato vicinissimo già a Venafro. Comunque, è solo rimandato».

Come vivrà questo periodo di stop che forse potrebbe profilarsi più lungo del previsto…

«Credo purtroppo che i campionati di eccellenza riprenderanno a gennaio. Svolgerò degli allenamenti in forma individuale tutti i giorni».

In questi ultimi anni con i suoi gol ha fatto la fortuna di tante squadre, che ambiente ha trovato a Capriati?

«Capriati posso dire che è veramente il futuro del calcio regionale, anche se si trova al confine tra la provincia di Caserta e quella di Isernia. Ho trovato una società seria e super organizzata. E soprattutto un presidente che ha grandi ambizioni».

Dopo sei giornate siete l’unica squadra a punteggio pieno. Ritiene che dal punto di vista tecnico l’Alto Casertano abbia qualcosa in più della diretta rivale Città di Isernia? O le due squadre si equivalgono?

«L’Isernia è una buona squadra. Vantiamo la miglior difesa e il miglior attacco e siamo primi in classifica. I numeri ci danno per favoriti. Peccato solo per lo stop forzato causato dalla pandemia

perché eravamo davvero partiti a razzo».

Nell’ultima partita, il big match con il Venafro, che siete riusciti ad aggiudicarvi grazie ad un suo gol, ha deciso di non esultare in segno di rispetto per la sua ex squadra. Non è da tutti. Crede che ci sia ancora rispetto nel calcio?

«Ho sentite molte leggende su di me. Me ne hanno dette di tutti i colori, ma posso dire che in Molise, calciatori migliori di me se ne sono visti pochi e sotto il profilo umano credo di non essere paragonabile a nessuno. Il Venafro è l’unica squadra contro la quale non esulterò mai per un goal segnato. Mi hanno aiutato in un periodo particolare della mia vita. Sono sincero: segnare nel derby è stata una gioia a metà».

Un periodo duro per chi come lei ha fatto del calcio oltre che una passione, un lavoro. Se la sente di lanciare un messaggio ai tanti calciatori dilettanti che vivono di questo sport?

«Ai ragazzi dico di non mollare e di continuare ad allenarsi in forma individuale. Lo sport è vita!».

                                                                                                                                                    Giu. Cri.

 

 


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