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Castel di Sangro, ‘Il Falco’: «Sarà un campionato avvincente»

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«Ogni partita sarà una battaglia. Città di Isernia e Aurora Alto casertano le favorite. Ma noi non saremo da meno. Il nostro senso di appartenenza sarà la nostra arma in più»

CASTEL DI SANGRO. Lo avevamo lasciato a San Marino dove era stato tesserato dal Tre Fiori FC squadra con la quale avrebbe dovuto disputare il turno preliminare di Champions League-match che è stato costretto a saltare a causa di un infortunio- e ora lo ritroviamo a giocare in Eccellenza molisana con il Castel di Sangro. Stiamo parlando di Mario Ferri, in arte ‘Il Falco’, un personaggio che ormai, parafrasando Vasco, ci ha abituato alla sua vita spericolata fatta di un susseguirsi di avventure calcistiche ed extra calcistiche, tutte all’insegna dell’originalità. Una cosa è certa, cercare di emularlo sarebbe impossibile perché ‘Il Falco’ è davvero inimitabile. Nota la sua passione per il calcio dilettantistico, Mario Ferri è tornato ad indossare la maglia del Castel di Sangro che aveva già vestito nelle stagioni 2012/13 e 2014/15. Attaccante dal gol facile ha bagnato l’esordio in Coppa Italia contro il Ripalimosani mettendo a segno la sua prima rete stagionale, proprio come accadde quattro anni fa quando giocava con il Venafro.

Anche se segni, c’è molto scetticismo riguardo alle tue doti tecniche. C’è chi continua a vederti più come personaggio che come calciatore, cosa rispondi a chi non crede in te?

«Non sono un fenomeno, ma ho sempre riposto con i fatti, con il mio impegno e la mia forza di volontà che mi ha sempre consentito di superare i miei limiti tecnici. In campo do sempre il massimo, lo dicono le statistiche, visto che ho segnato 128 gol nella mia carriera. Ammetto di essere famoso più per le invasioni, ma ogni critica mi dà solo più grinta».

Perché la scelta di tornare ad indossare la maglia del Castel di Sangro?

«Non è stata una scelta economica, ma dettata dal cuore. Sono stato contattato da tante squadre abruzzesi, molisane e campane, tra cui l’Aurora Alto Casertano di Capriati a Volturno dove ho tanti amici. Ma Castel di Sangro è un ambiente dove mi sento sereno, apprezzato e quella giallorossa è una maglia che sento tatuata addosso. Ho scelto Castel di Sangro anche per una questione logistica considerato che vivo a Pescara dove lavoro nel mio ristorante».

Hai ritrovato mister Marcaccio, che rapporto hai con lui?

«Ho vinto un campionato di Prima categoria con lui nel quale sono stato uno dei protagonisti. Di campionati ne ho vinti tanti, ma credo che quello sia stato il più bello. Eravamo diventati una famiglia. Mister Marcaccio è un tecnico preparato e sono molto felice di averlo ritrovato».

Che stagione si prospetta per il Castel di Sangro?

«Sarà una stagione di grandi lotte, ogni partita sarà una battaglia perché il Castello affronterà squadre più attrezzate, mentre noi siamo una compagine composta prevalentemente da ragazzi del posto tranne me. Il nostro senso di appartenenza sarà la nostra arma in più».

Come vedi questo campionato di Eccellenza. Quali sono le squadre favorite secondo te?

«Città di Isernia ed Aurora Alto Casertano perché hanno in rosa nomi importanti.  Ma anche il Venafro non è da meno ed altre piazze come Termoli e Castel di Sangro che comunque possono recitare un ruolo da protagonista. Sarà un campionato di Eccellenza molto avvincente quest’anno».

Il calciatore dell’Eccellenza molisana che reputi più forte?

«Una volta il mio preferito era Filomeno Riccitiello. Ma ora faccio tre nomi: Nicola Panico, Marco Pettrone e Roberto Patriciello».

Sei intenzionato a portare a termina questa stagione o sarà interrotta da qualche tua avventura extracalcistica?

«Per ora sono concentrato solo sul Castel di Sangro. Potrei saltare qualche partita per impegni televisivi, ma nulla di più. Comunque, colgo l’occasione per fare un grosso in bocca al lupo alla squadra del mio paese d’origine, il Monteroduni, che riparte dalla Seconda categoria e gli auguro di risalire presto nelle categorie che merita. Sono davvero felice per i miei amici che tornano ad avere una squadra nella quale giocare. Sarò il primo tifoso perché lì ho lasciato una parte del mio cuore».                         Giu.Cri.

 

 


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