Calcio, il sondaggio su come tornare in campo. Rienzo della Turris: “Sono essenziali i tamponi rapidi”

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“Il calcio italiano si trova davanti ad un bivio, e il futuro dipende dalle scelte che vengono fatte in questo momento delicato”

“C’è da riflettere attentamente sulla ripresa dell’attività – esordisce Carmine Rienzo allenatore della Turris S. C. -, innanzitutto bisogna capire come ripartire, c’è la volontà da parte della LND di fare i tamponi rapidi come si fa in serie D? Nel momento in cui c’è la risposta affermativa a tale domanda possiamo iniziare a parlare di come ripartire. Il DCPM ci obbliga il fermo fino al 5 marzo, per ripartire agli inizi di marzo con il campionato, dobbiamo fare la forzatura ( autorizzazione) di iniziare gli allenamenti almeno 15 giorni prima, e quindi a metà febbraio. C’è la volontà in tal senso? Sono tutte domande che gli addetti ai lavori si fanno e finora nessuno ha dato risposte certe – continua il tecnico della Turris -, perché dobbiamo anteporre prima la salute e poi l’attività calcistica, tutti abbiamo una voglia matta di tornare sui campi di gioco, ma come ci torneremo e in quali condizioni. E le risposte a questi quesiti non possono venire solo dai dirigenti, anche la Lega dovrà farsi carico della parte più importante, ciò è i tamponi rapidi, senza questa prevenzione non credo che si possa ripartire”. Poi l’allenatore della Turris fa un passo avanti e guarda in positivo. “Nel momento che tutti convergono nella stessa direzione, tamponi rapidi e inizio allenamento a metà febbraio, possiamo programmare il ritorno ai campionati, che con i tempi a disposizione si può portare a compimento solo il girone di andata e fare i playoff allargato, programma valido soprattutto per il Campionato di Eccellenza dove c’è la necessità di esprimere la squadra che andrà a disputare il Campionato di Serie D, per le categorie minori, ciò è Prima Categoria a scendere io sono del parere che è meglio non ripartire, e dare la possibilità di avvalersi della rata già pagata quest’anno, in modo di dare uno stimolo per ripartire la prossima stagione”. Rienzo fa anche un passaggio sul calcio giovanile: “Il calcio è scaduto rispetto a qualche decennio, e non solo in quello molisano, assistiamo a delle anomalie che fino a qualche decennio non era neppure immaginabile, calciatori che a 38 anni e in su ancora si fanno valere, io mi chiedo cosa sta accadendo al calcio giovanile italiano, non vedo un futuro se non si cambiano metodi, è vero che tutti parlano del sociale e sono d’accordo, ma c’è da coltivare anche l’aspetto tecnico”.


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