Calcio. A 10 giorni dalla finalissima, si tracciano i primi bilanci positivi del ritorno in campo.

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Nessun caso di positività. E’ questa è già una notizia concreta per la prossima stagione.

L’Alto Casertano è con due piedi nella finalissima. L’Isernia ha messo una serie ipoteca. In sostanza, quello che avevamo pronosticato all’inizio del torneo si è concretizzato. Ma il torneo non ci ha rivelato solo le due finaliste, ci ha dato anche delle belle sorprese. La prima. Durante tutta la manifestazione non si è verificato nessun contagio e nessuna gara rinviata, sta a significare che i calciatori e gli addetti ai lavori hanno rispettato appieno il protocollo. La seconda. Tutte le squadre partecipanti, in questo periodo, hanno portato beneficio alle comunità di appartenenza, pur sempre in modo limitato, le persone si sono avvicinate di nuovo agli impianti sportivi, una specie di antipasto in vista della nuova stagione sportiva. Sul piano tecnico, mi ha conquistato molto il Bojano, squadra giovane e con tanta voglia di diventare una vera leader. Il suo presidente, Mario Russo, imprenditore della vicina Campania, si è accostato in punta di piedi nel centro matesino, ha portato a termine il suo compito come si conviene ad un uomo di calcio, poi visto la ‘solitudine’, ha dichiarato: “Scusate il disturbo”. Si è confidato con noi, anzi, ha dato sfogo ad una linea incomprensibile della cittadinanza, ma si riferiva all’Amministrazione comunale, ed altre persone che avevano promesso di stare vicino alla squadra. La pandemia, le difficoltà del momento, Mario Russo ha dovuto fare di necessità virtù e compiere il miracolo calcistico di costruire un gruppo magnifico, a prescindere dal risultato finale. Il “Lascio la presidenze e non si può fare calcio in questo modo”. E’ stato l’atto finale. Il dietrofront non c’è stato. Mario Russo ha confermato le sue dimissioni, si è preso un  periodo di riposo: “Ora ci godiamo un po’ di riposo, ne riparleremo tra una ventina di giorni, mi siederò con gli altri al tavolo e deciderò cosa fare, se andare avanti e lasciare, al momento non so dare una risposta sicura, certamente quest’anno tra stop e go, mi è stato di insegnamento”. Altro dirigente sul piede di guerra è Nicando Patriciello, ancora in corsa con il suo Venafro. Ma dopo l’ultimo affronto avuto con la gara a porte chiuse con l’Isernia, avrà pensato ma chi me lo fa fare. Il buon Nicandro, una vita come presidente del Venafro, è stato sempre sul chi va là, con il piedi fuori dalla Società, ma poi fare il dietro front, la passione è forte, ma certe situazioni organizzative non si possono lasciare al loro percorso. Staremo a vedere se il suo grido di allarme si concretizza. Anche il Termoli non vive momenti buoni. Anche qui, si è fatto un bel salto in avanti sul piano tecnico, ma c’è da costruire una Società solida che possa reggere il percorso di un ritorno in Serie D. A dieci giorni dalla finalissima che dovrebbe disputarsi allo stadio di Selva Piana di Campobasso, il grido di allarme dei dirigenti è da prendere sul serio. La passione c’è, ma di questi periodi manca la materia prima. Anche l’essenziale.


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