Appuntamento: “Corpi al macello”. L’ inchiesta di Giovanni Mancinone, pubblicato da fidest press agency martedì 14 aprile 2026.

Non si esauriscono nel momento dell’incidente. Mentre le statistiche continuano a segnare la drammatica soglia delle mille vittime l’anno, il dramma prosegue nelle vite dei sopravvissuti: familiari e comunità segnate da lutti profondi che raramente trovano spazio nel racconto pubblico. Proprio per rompere questo isolamento, esce in libreria in occasione del Primo Maggio il volume “Corpi al macello. Il silenzio dei morti sul lavoro e la sofferenza dei superstiti”, scritto dal giornalista Giovanni Mancinone, con prefazione di Cesare Damiano ed edito da Rubbettino. Il libro non si limita alla cronaca delle tragedie, ma ricostruisce le dinamiche profonde che portano agli incidenti e le conseguenze che si trascinano nel tempo. Attraverso vicende accadute sia in Italia che all’estero, l’autore dà voce al faticoso percorso dei familiari, impegnati in una costante ricerca della verità tra indagini giudiziarie, iniziative civili e il bisogno vitale di un riconoscimento pubblico che restituisca dignità alle vittime. Tra le pagine si incrociano storie diverse ma accomunate dall’assenza di tutele efficaci: dai giovani al primo impiego agli incidenti in itinere, fino agli infortuni invalidanti che restano nell’ombra delle statistiche ufficiali. Il volume richiama i dati più recenti per sottolineare la dimensione strutturale di un fenomeno che non è più un’emergenza, ma una piaga del sistema. L’uscita di “Corpi al macello” in occasione del giorno dedicato ai lavoratori riporta prepotentemente al centro del dibattito una questione ancora aperta: la sicurezza non come costo, ma come elemento essenziale della dignità del lavoro e il peso, spesso invisibile, del lutto che ogni incidente lascia dietro di sé. Giovanni Mancinone, Corpi al macello.
Il silenzio dei morti sul lavoro e la sofferenza dei superstiti, Rubbettino 2026, pp. 198, € 18,00, prefazione di Cesare Damiano.