5 Ottobre 2026

IL RITORNO DEL VENAFRO CALCIO IN SERIE D ATTRAVERSO IL RICORDO DI INDIMENTICABILI SPORTIVI LOCALI

Il calcio resta sport nazionale della Penisola, anche se l’ennesima terza consecutiva eliminazione dei colori azzurri dalla prossima vetrina dei Campionati Mondiali di Calcio ha dato una botta non indifferente alla popolarità della “pelota” in Italia. In effetti stanno crescendo, e a ragione, altre discipline sportive -si prenda il tennis col validissimo team femminile guidato dalla Paolini e col numero 1 al mondo Jannik Sinner che ha appena trionfato a Montecarlo proprio sul suo avversario principe, lo spagnolo Alcaraz- ciononostante la passione popolare per il calcio “tiene”. Si veda Venafro. L’Unione Sportiva si accinge (manca la matematica certezza, ma ormai è fatta !) a festeggiare il ritorno ufficiale in serie D dopo quindici lunghi anni di assenza e la cosa ha smosso sentimenti e passioni popolari che apparivano sopite dati i tant’anni di mediocrità calcistica assommati. Quest’anno finalmente si è girata pagina, il Presidente Nicandro Patriciello ed il proprio staff di collaboratori, giocatori e tecnici -per tutti vanno citati Ionta, il mister laziale, ed il capitano Ricamato, purosangue venafrano ed autentico trascinatore della squadra (ha firmato anche l’ultimo 1 a 0 sui più diretti concorrenti per la D, il Matese)- sotto la spinta del “caldissimo” pubblico venafrano hanno imboccato la via maestra della risalita in serie D dove il Venafro -sempre con Nicandro Patriciello presidente, fratello minore dell’europarlamentare Aldo- mancava da ben 15 anni ! E non sono stati affatto pochi i festeggiamenti per tale attesissimo risultato. Basta citare i fuochi pirotecnici al “Del Prete” al termine di Venafro/Matese (1-0) ed il caldissimo e continuo sostegno del pubblico venafrano nei confronti dei propri beniamini protagonisti dell’attesissima impresa. In siffatti momenti di giusta euforia, appare bello e doveroso ricordare una donna e un uomo del pubblico venafrano rimasti indelebili nella memoria degli sportivi venafrani e che a loro modo hanno contribuito a fare la storia del calcio venafrano. Elda e Nicandro, i loro nimi, accomunati da un particolare unico : la domenica pomeriggio arrivavano al campo di calcio di via Pedemontana muniti di sedioline pieghevole portate da casa per assistere in tutta comodità alle partite. Caratteri opposti, i due, ma entrambi tifosissimi. Nicandro, più pacato e un gioventù valido giocatore, era solito suggerire azioni e passaggi, esultando quando la propria visione di gioco arrivava al gol. La signora Elda era più facile all’ “entusiasmo” quale classica tifosa appassionatissima, tanto che un pomeriggio domenicale contrariata per decisioni arbitrali non condivise finì per sfasciare la sediolina portata da casa scagliandola con tutta forza contro la rete di recinzione. Quindi si ricompose, continuò a tifare per il suo Venafro e la domenica successiva si presentò puntualmente al rettangolo di gioco con altra sediolina nuova di zecca ! Finì come la prima ? Non è dato ricordarlo … ! Ecco, due simpatici personaggi popolari del pubblico venafrano dei decenni passati e rimasti nei ricordi di tutti. Così come si ricordano, in quest’anno vincente, giocatori eccellenti delle trascorse stagioni calcistiche venafrane. Per tutti citiamo i “purosangue” locali Riccitiello, Mella, Martino ed Alterio, il veneto Mian, Diego Armando Junior, figlio della “mano de Dios” Diego e i napoletani Marigliano, Criscuolo, Parente e Di Costanzo.
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