28 Novembre 2022

Calcio Campobasso – La volontà di Gesuè deve essere sostenuta. Le voci di dentro fanno più danni di un colpo di pistola.

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Flavio-Augusto-Battista e Mario Gesuè

Una formazione del Campobasso nell’anno della promozione in C2

Il calcio è cambiato non ci sono più i benefattori, i risvolti societari non mi appartiene,  ho guardato sempre al lato sportivo che può essere criticato e sostenuto.

 

La macumba del Selva Piana. Non fosse che l’argomento è tragico e dannato, la situazione tipo macumba che si è scatenato e continua imperterrito avrebbe ormai un risvolto persino comico. Non tanto per i gradi di giudizio, quanto per quello che si sta verificando dopo che la dirigenza ha espresso il desiderio di ripartire, ciò è il malefico sortilegio che sta inglobando persino un po’ a casaccio tutto quello che confina con il sodalizio di Selva Piana. La panacea del partito disfattista, sarebbe quella di rinunciare all’attuale dirigenza, che in tre anni ha saputo di riportare il calcio campobassano in Serie C dopo 30 anni. Occorre combattere questo partito, sostenendo Gesuè e compagni nonostante i danni causati, perché al di fuori di questo circondario ci attende solo il ritorno amaro nel calcio regionale. La ricetta di vincere la paura, dare di nuovo fiducia a chi ha saputo, nel bene e nel male, riempire lo stadio e riportare entusiasmo che non si assisteva dai tempi di Adelmo Berado e prima ancora di Tonino Molinari. Bisogna spazzare via orgogli e pregiudizi, perseverando nel difficile percorso di guadagnarsi la Serie D. La ricetta di combattere e raggiungere il traguardo è semplice, far sentire la voce a chi ha l’obbligo morale di supportare Mario Gesuè nella rinascita, solo in questo modo la Figc non può rifiutare la richiesta che arriva dalla Città di Campobasso e non dalla società.

 

“Inutile sottolineare come ci aspettassimo un esito diverso. Abbiamo combattuto fino all’ultimo secondo per provare a difendere quanto conquistato sul campo. Purtroppo non è bastato. Il verdetto ci addolora e siamo dispiaciuti perché una città e una regione perdono un patrimonio importante quale è un club di calcio professionistico. Di questo chiediamo scusa. Ora, però, non possiamo più tornare indietro. Dobbiamo guardare avanti. Sappiamo che il sindaco ha effettuato nei giorni scorsi una manifestazione d’interesse per individuare imprenditori disposti a ripartire dalla D ma che non ci sono state adesioni. Al primo cittadino abbiamo comunicato che questa società, così come già formalizzato in via subordinata nei vari gradi di giudizio, è pronta a chiedere l’ammissione in sovrannumero al massimo campionato dilettantistico, sulla scorta anche di quanto avvenuto la scorsa stagione ad esempio con Casertana e Sambenedettese, iscritte con la stessa matricola. Siamo consapevoli che non dipenda solo da noi, ma con l’aiuto delle istituzioni siamo pronti a fare la nostra parte per garantire un campionato nazionale a Campobasso e provare magari a riconquistare quanto prima la serie C. Un ultimo passaggio – oltre che un ringraziamento – lo meritano le 700 persone che avevano già rinnovato l’abbonamento: a breve comunicheremo le modalità di rimborso, lasciando comunque la possibilità a chi vorrà – in caso ovviamente di serie D – di confermare la tessera con ulteriori promozioni”.

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